L’ultimo consiglio tra scontri e veleni
Botta e risposta continuo all’interno del centrosinistra su farmacia, bilancio, rifiuti e servizi. Fino all’una di notte
FOLLONICA. L’ultimo consiglio comunale diventa il teatro per lanciare a tutti gli effetti la campagna elettorale follonichese. Se da una parte i consiglieri di centrodestra si sono limitati a intervenire sui vari contenuti all’ordine del giorno, dall’altra hanno potuto assistere allo scontro aspro tre le due fazioni del centrosinistra, con tanto di richieste di dimissioni e inviti a portare documenti in Procura.
Cala così il sipario sulla maggioranza che ha governato la città per cinque anni, che avrà ancora i numeri per approvare gli atti, ma non ha più una comunione di intenti. Da una parte il sindaco Andrea Benini, già in corsa per il bis, e il Pd; dall’altra il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca e il consigliere Francesco Aquino, usciti dalla maggioranza per mettere in cantiere una lista autonoma. Una seconda proposta di centrosinistra che già vede il sostegno di Psi e Verdi, ma che sta trattando anche con altre realtà, come Comunisti Italiani, che a differenza di Rifondazione Comunista sembra non intenda affiancarsi a Benini. Il più papabile dato come candidato sindaco di questa proposta che vuole avere l’impronta di un movimento (tanto che ventila la possibilità di inserire questa espressione nel nome della lista) è lo stesso De Luca. Ipotesi questa che è venuta fuori, rincarata con accuse di personalismo, anche durante il consiglio di venerdì finito poi a notte fonda.
«I lavori dell’aula sono ormai impantanati nella campagna elettorale» dice la consigliera dem Barbara Sandrucci, attaccando i due Franceschi sulla mozione da loro presentata riguardo l’acquisto del fondo della farmacia comunale di via Litoranea, basata sulla convinzione che il bando presentato e poi ritirato non fosse abbastanza trasparente. «Un atto strumentale che serve solo a colpire il sindaco - ha detto la capogruppo Pd Francesca Stella, invitando i due ex alleati a portare gli atti legati al bando in Procura - Altrimenti lo faccio io». «Nessuna strumentalizzazione», hanno ribadito Aquino e De Luca, difendendo i cardini della mozione, che mettono in dubbio il prezzo, la metratura e la durata della pubblicazione del bando. «Ma la manifestazione d’interesse è arrivata nel 2015», ha fatto notare il vicesindaco Andrea Pecorini, alludendo al fatto che in quel periodo anche loro erano in maggioranza.
Altro terreno fertile di scontro il bilancio, con Aquino che ha chiesto le dimissioni dell’assessore all’ambiente Mirjam Giorgieri, accusata di essere stata assente all’assemblea dell’Ato che ha portato poi all’aumento delle tariffe Tari (374mila euro che finiranno nel conguaglio di dicembre). Giorgieri ha risposto che l’aumento ha radici più profonde rispetto a quell’assemblea, rappresentate da una ripartizione dei costi del servizio condivisa dai vari Comuni dell’ambito. «Anche con il nostro voto contrario la delibera sarebbe comunque passata», ha detto Giorgieri. «Grosseto che era presente ha ridotto i costi», ha fatto notare Aquino. «Ma Grosseto, per sua scelta, con i costi ha tagliato anche i servizi», ha replicato l’assessore. E così via, in un botta e risposta continuo quando l’orologio aveva passato l’una di notte, avviando il consiglio, e la maggioranza follonichese, verso l’epilogo. — Alfredo Faetti
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