Il presidio
Potò eriche nel parco, assolto il vignaiolo “eroico”
Carfagna, produttore vinicolo di Ansonica, era finito sotto processo per aver disboscato senza autorizzazione un’area di sua proprietà in zona protetta
Le ginestre e le eriche sono ricresciute, forse più forti di prima, ha spiegato l’agronomo Andrea Marchetti, nominato come consulente.
Una relazione che ha portato all’assoluzione per Francesco Romano Carfagna, produttore vinicolo dell’Ansonica all’isola del Giglio, finito sotto processo con l’accusa di aver disboscato senza autorizzazione un’area che sebbene di sua proprietà rientrava all’interno del Parco dell’Arcipelago Toscano, con tutti i vincoli che ne comporta. Secondo gli inquirenti, il suo scopo era costruire un sentiero per unire due vigneti.
I fatti risalgono alla fine del 2016, quando i carabinieri forestali, impegnati in controlli volti a scoprire trappole per conigli, sorprendono Carfagna e altre due persone mentre tagliano ginestre ed eriche da un terrazzamento che si affaccia sul versante occidentale dell’isola.
«Volevo fare pulizia, erano rovi», ha detto in un primo momento il produttore gigliese, riconoscendo il suo errore nel non aver chiesto un’apposita autorizzazione.
La contestazione fatta dalla forestale, infatti, consiste nell’aver agito sulla vegetazione di un’area posta a determinati vincoli.
Il giudice lo ha inizialmente condannato a pagare 8.000 euro di multa, portando Carfagna a scrivere lettere in Regione e al ministero per contestare la decisione. «Ha ragione una legge che equipara il taglio della frasca a una lottizzazione abusiva a scopo edilizi?», è la domanda che il produttore si è posto dopo la condanna all’ammenda.
La vicenda però non finisce lì e arriva in sede penale, di fronte al giudice di Grosseto Gian Marco De Vincenzi. Difeso dall’avvocato Massimiliano Arcioni, il produttore ha continuato a difendere la sua tesi, impressa poi nella relazione del perito.
Dal 2017 al 2019, infatti, eriche e ginestre sono ricresciute in quell’area senza crear danni, ha spiegato Marchetti.
Non solo: stando al tipo di disboscamento fatto, una richiesta di autorizzazione per i lavori sarebbe stata senz’altro concessa dall’ente parco, dice in aula il perito, spiegando che i criteri potevano essere ancor più incisivi.
«Non voglio entrare sul piano normativo che non mi compete – ha detto l’agronomo durante la sua deposizione – ma una potatura simile rinforza i terreni spesso abbandonati».
Come poi era la particella in oggetto del procedimento. Da qui l’assoluzione per Carfagna, ritenuto nell’immaginario maremmano un vinicoltore eroico, perché sfida la natura impervia e arida di quella parte di isola per riuscire a sfruttare al meglio le potenzialità del territorio, in questo caso nel calice. —
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