Il Tirreno

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Piano antiabbattimenti esplode l’ira dei pastori «La Regione non firmi»

Fiora Bonelli

Gli allevatori: «Queste misure del Governo sono uno schiaffo Viviamo nell’incubo dei lupi. Dateci almeno gli indennizzi»

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Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa vara il Piano lupo e manda all’approvazione della conferenza Stato - Regioni il documento che secondo gli allevatori è l’ultima bolla di sapone che beffa le attese dei pastori.

Un piano che già il precedente ministro Galletti aveva provato a varare, comprensivo del punto relativo al prelievo programmato del 5% di predatori in eccesso. Ma le proteste degli ambientalisti avevano convinto Galletti a riporre il piano nel congelatore. Adesso il Ministro Costa ci riprova, ma lo priva, per garantirsi l’appoggio ambientalista, di tutto ciò che potrebbe offendere le sensibilità animaliste. Si toglie il punto sui prelievi del 5% e si torna al leit motiv dell’auspicata convivenza lupi – pecore.

«Un’utopistica convinzione - commenta la presidente del comitato pastori d’Italia Mirella Pastorelli - Al Ministero dell’Ambiente non sanno cosa vogliono dire le predazioni di bestiame. I numeri delle predazioni che nel palazzo considerano irrisori non corrispondono al vero perché, dati i costi degli smaltimenti, i capi predati non vengono spesso denunciati. I numeri, dunque, sono ben lontani dal vero. I lupi prolificano e se siamo saliti, in Appennino, a 1580 esemplari da nemmeno 300 che erano, cosa succederà in futuro? Questo governo non comprende o fa finta di non comprendere il dramma della chiusura di aziende e di interi territori. Chiediamo alla Regione Toscana di non firmare un piano che va contro la sopravvivenza stessa del territorio pastorale dell’intera regione».

La presidente è infuriata e con lei i pastori. «Un piano vecchio – attacca Pastorelli – dove tutto si fa fuorché tutelare i pastori. Non si tratta di una o due pecore sgozzate. Sono decine di migliaia. Siamo rimasti al bucolico concetto che lupi e pecore devono imparare a convivere. Cani e reti le soluzioni. Ne risentono il turismo e l’ambiente. Dissesto, abbandono delle terre. Noi non vogliamo abbattimenti, ma catture e spostamento dei lupi e degli ibridi in zone adatte. Il piano vuole contrastare le predazioni con “informazione e comunicazione”. Ridicolo. Lupi che intanto si sono diffusi dalle montagne alle spiagge dell’Argentario e non solo. Noi ci rivolgiamo alla Regione Toscana, perché non approvi un documento che praticamente è un sonoro schiaffo al lavoro degli allevatori. E allora, rendendoci conto che la questione nessuno la vuole risolvere, che ci diano i soldi: un indennizzo del 100% per ogni capo predato e tutti i danni indiretti. Chiediamo 50 euro a capo per la tutela del gregge e i mancati guadagni e chiediamo che sia lo Stato a sobbarcarsi i costi degli smaltimenti. Così vedranno quante sono le pecore predate per davvero».

Il comitato ha inviato queste richieste al ministro Salvini: «Restiamo in attesa di una risposta e di un segnale positivo– dice Pastorelli – anche se siamo molto delusi perché questo problema nessuno lo vuole affrontare davvero. Riteniamo che la causa sia la totale non conoscenza della situazione e delle sue conseguenze sui territori».

Dal canto suo, l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi osserva: «La posizione della Regione Toscana è sempre stata quella di salvaguardare i pastori. Il Piano lupo così come ce lo prospettano, privo del prelievo del 5%, è monco. Il ministro Costa che era venuto a dare garanzie agli allevatori adesso dovrà spiegare bene perché non si danno risposte a chi, invece, erano state promesse. Glielo chiederemo in conferenza», chiosa. —

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