Il Tirreno

Grosseto

sorano 

Sversamenti con schiuma Ammenda da 10mila euro per i titolari di Sangiorgio

P.S.

Altri 11mila euro alla società che produce ammendanti e fertilizzanti. La segnalazione di un vicino aveva fatto partire le indagini del Noe

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SORANO. Cinquemila euro di ammenda per Franca Giacometti, amministratore della Sangiorgio Agricoltura; altrettanti per Daniele Giacometti, amministratore di fatto della stessa società. E per gli illeciti contestati alla srl altri 11mila euro.

Chiusa con il patteggiamento la vicenda dello smaltimento in un fosso (quello di confine tra l’azienda e un privato - quest’ultimo aveva fatto partire la segnalazione dopo aver notato schiuma e sentito cattivi odori) di rifiuti liquidi contenenti sostanze schiumogene contestata alla società di Poggio al Sarace, nei pressi della frazione di San Valentino (Sorano), che produce ammendanti e fertilizzati da rifiuti organici, agroindustriali, fanghi di depurazione agroindustriali, acque reflue civili e letame. Nel gennaio dello scorso anno, i carabinieri del Noe avevano apposto i sigilli, poi rimossi.

Secondo l’imputazione, l’impianto di gestione delle acque meteoriche sarebbe stata difforme e vi sarebbe stata una condotta di scarico non autorizzata. I responsabili dello stabilimento non avrebbero rispettato le prescrizioni del Registro provinciale delle imprese che effettuando attività di recupero di rifiuti non pericolosi: quattro i punti di immissione delle acque, muretti di contenimento per il convogliamento con paratie amovibili; pozzetti di raccolta muniti dello stesso tipo di paratie; pozzetti di raccolta non previsti nell’iscrizione. Questi elementi, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati idonei per l’abbandono di acque potenzialmente contaminate da percolati di produzione o altri rifiuti liquidi e non sarebbero stati previsti (o lo sarebbero stati in modo difforme) rispetto alla relazione tecnica, alla planimetria e nel Piano di gestione delle acque meteoriche di dilavamento. I fatti contestati risalgono al periodo precedente al marzo 2017.

Tutte queste imputazioni sono state ripetute per la società, chiamata a rispondere per le responsabilità previste dal decreto legislativo 231. Alla Sangiorgio veniva poi contestata una diversa area di stoccaggio dei rifiuti ligneo-cellulosi e della miscela fanghi depurazione-verde-letame, in violazione delle prescrizioni indicate all’iscrizione al Registro.

I due Giacometti erano assistiti davanti al giudice Giovanni Puliatti dall’avvocato Carlo Valle, la società dall’avvocato Angela Porcelli. In aula la viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini. — P.S.



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