Il Tirreno

Grosseto

l’annosa questione  

Cattivi odori, il primo tavolo tecnico è top secret

Giovanna Mezzana
Cattivi odori, il primo tavolo tecnico è top secret

Al comitato Grosseto Aria Pulita, invitato all’incontro istituzionale, è stato chiesto di non diffondere i contenuti del vertice

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Il primo incontro del tavolo tecnico sui cattivi odori in città si è svolto: ma ciò che è stato detto (o deciso) resta “secretato”, cioè non può essere reso noto all’esterno: non può farlo il comitato cittadino Grosseto Aria Pulita che era presente con un proprio rappresentante, l’ambientalista Roberto Barocci. Parliamo del tavolo tecnico finalizzato alla valutazione della sostenibilità ambientale degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – cioè biomasse – che ci sono nel comune di Grosseto, che è stato convocato dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna il 15 marzo e che si è svolto ieri. Sullo sfondo c’è una questione spinosa: i cattivi odori avvertiti in città «verosimilmente riconducibili agli impianti a biogas», come si legge, nero su bianco, in una recente nota a firma dei consiglieri comunali di Pd e Lista Mascagni, con cui l’opposizione ha ricostruito le tappe politiche del dibattito dando atto che è stato compiuto un passo avanti anche e soprattutto «per gli impegni che il consiglio comunale ha assegnato al sindaco» che ha, appunto, convocato il tavolo tecnico.

il summit

Al primo incontro sono stati invitati: un rappresentante della Regione Toscana (direzione Ambiente e Energia); un rappresentante dell’Asl Toscana sud est (Igiene pubblica e Nutrizione-Ambito Grossetano); un rappresentante dell’Arpat del dipartimento provinciale; un rappresentante del comitato Grosseto Aria Pulita; per il Comune era presente l’assessora all’ambiente Simona Petrucci.

agli atti

Grosseto Aria Pulita, il comitato composto da una quarantina di cittadini che si batte per andare in fondo alla questione delle “maleodoranze”, per definire una “mappa” e dare un’entità al problema – ha portato al tavolo alcune richieste: si tratta di un documento – frutto di un’assemblea cittadina – che è stato protocollato. Tre sono le richieste. Primo: «Verificare con quali modalità e risultati siano rispettate le caratteristiche tecniche dei progetti autorizzati e le prescrizioni tecniche formulate in sede di autorizzazione all’esercizio degli impianti in fatto di emissioni in atmosfera, gestione delle acque di scarico e gestione e utilizzazione agronomica del digestato prodotto dagli impianti». Secondo: «Concordare le modalità per compiere i sopralluoghi necessari alle verifiche per rendere utili e efficaci tali sopralluoghi». Terzo: «Produrre al termine delle verifiche e per ciascun impianto una relazione a tutte le autorità amministrative competenti per favorire la produzione degli atti eventualmente ritenuti necessari».

«silenzio, per favore»

Il Tirreno ha domandato a Barocci come fosse andato il primo incontro del tavolo tecnico: «Mi è stato chiesto – risponde Barocci – di non pubblicizzare all’esterno quanto è stato detto al tavolo. Non ho capito per quale ragione non avrei dovuto farlo ma ho osservato che, se erano tutti d’accordo, recepivo la richiesta». E così per ora tutto resta top secret. –

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