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Acquedotto del Fiora, Landi rinuncia al bis

Gabriele Baldanzi
Acquedotto del Fiora, Landi rinuncia al bis

Il 30 aprile si conclude il mandato di consiglio. Cda verso il rinnovo, grandi manovre nel centrodestra e nel Pd

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Il 30 aprile, con la discussione sulla chiusura del bilancio 2018, si conclude il mandato del consiglio di amministrazione di Acquedotto del Fiora. L’attuale presidente Emilio Landi ha fatto sapere al suo partito, il Pd, che non intende ripetere l’esperienza. Farà un passo di lato, lasciando strada ad altri. Probabile anche l’avvicendamento di altri membri del cda.

In bilico anche Roberto Baccheschi (per il Comune di Grosseto), Bianca Maria Rossi e Aviano Savelli (Siena). Il 19 aprile è fissata l’assemblea dei soci, a cui parteciperà la componente pubblica (i 55 Comuni dell’ambito territoriale 6) e il socio privato Acea. La riunione sarà decisiva nella messa a punto dei nuovi vertici della spa. Ma c’è anche un’altra possibilità, a dire il vero remota: che la maggioranza degli amministratori (forse quelli del centrodestra o di altri comuni come Pitigliano, Colle val d’Elsa, Capalbio, cioè non sempre allineati al Pd) decidano di disertare l’assemblea, provando così a rimandare ogni decisione a giugno, dopo le elezioni. Uno scenario che il Pd vuole scongiurare.

Peraltro lo slittamento non è una novità. La nomina degli ultimi tre presidenti – Claudio Ceroni, Tiberio Tiberi e lo stesso Landi – è sempre avvenuta con diversi mesi di ritardo, a volte in estate, altre volte addirittura a fine autunno. Per la parte privata è certa la conferma del nuovo amministratore delegato Piero Ferrari. Sugli altri tre membri Acea deciderà in questi giorni. All’oggi sono in scadenza Emanuela Cartoni (già ad di Publiacqua), Giovanni Paolo Marati (ex ad di Acque spa) e Anna Claudia Bonifazi.

In Maremma sono in corso le grandi manovre per trovare la quadra, che questa volta è ancora più complicata, perché si deve far sposare la geografia con le appartenenze politiche. Il Pd sta portando avanti le trattative (ieri era in programma una riunione sull’Amiata) con il solito tridente composto dai sindaci Federico Balocchi (Santa Fiora), Francesco Limatola (Roccastrada) e Giacomo Termine (Monterotondo Marittimo). Sul fronte opposto siedono ai tavoli Giacomo Cerboni (Lega) e Luca Agresti (Forza Italia). Un’intesa è auspicabile. Per il territorio prima di tutto.

I due rappresentanti grossetani nel cda cambieranno entrambi. Per la poltrona che lascerà Landi circolano diversi nomi del Pd: Marco Simiani, Saimo Biliotti, Fabio Favali e un uomo della mozione Zingaretti. Al posto di Baccheschi (in quota Maremma Migliore) arriverà un leghista. Il favorito è Luigi Colomba. Tra i consiglieri senesi solo il vicepresidente e vicario Roberto Renai (Piancastagnaio) è certo della conferma, mentre il centrodestra – che ora amministra SIena – taglierà sia la Rossi che Savelli, che erano stati entrambi nominati da Valentini.

Un riassetto riguarderà anche il collegio dei revisori, dove oggi il presidente è senese. La parte pubblica detiene il 60 per cento delle quote di Acquedotto del Fiora spa (Grosseto il 32% e Siena il 28%). Del 32% delle azioni grossetane il 19,3 sono in mano ad amministrazioni governate dal centrosinistra e il 12,7 al centrodestra. Un rapporto di forze simile anche nel senese: 19,2% centrosinistra, 8,8% altri. —

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