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Condannato a 16 mesi per lo scontro mortale nella zona artigianale
FOLLONICA. È stato condannato a 1 anno e 4 mesi (più 10 mesi di sospensione della patente) il conducente del camion coinvolto nell’incidente mortale in cui il 1° agosto 2012 perse la vita un esercente di 31 anni, Michele Saputo, che quella mattina stava andando in scooter al suo capannone nella zona industriale. L’incidente era avvenuto intorno alle 8 in via dell’Industria (nella foto, i rilievi).
Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha riconosciuto colpevole Pier Luigi Giovannetti, 63 anni, abitante a Bagno di Gavorrano, imputato di omicidio colposo. Era alla guida di un autocarro Volkswagen Lt35 e secondo l’imputazione stava procedendo verso il centro abitato di Follonica. All’incrocio con via dell’Agricoltura avrebbe iniziato una manovra di svolta a sinistra; e non avrebbe osservato l’obbligo di dare la precedenza agli altri veicoli. In quel momento passava Saputo, che proveniva dalla parte opposta. L’urto era avvenuto tra la parte laterale anteriore destra del camion e la parte anteriore dello scooter. Le lesioni erano risultate di una gravità tale da causare il decesso immediato.
Nel corso del procedimento sono state messe a confronto le consulenze degli specialisti della dinamica. Per la difesa (avvocato Luciano Giorgi) è intervenuto l’ingegner Domenico Trovato, che ha dissentito dalle conclusioni del consulente dell’accusa. L’esperto ha visionato un filmato che rappresenta le fasi dell’incidente e i rilievi effettuati ai carabinieri. Ha messo a confronto le velocità presunte con le posizioni e gli spazi; ha calcolato i tempi, ma messo insieme gli spazi percorsi nel lasso di tempo considerato. Trovato concorda sulla velcoità dello scooter, superiore ai limiti (74 all’ora). Lo scooter, ha detto, quando Saputo ha percepito la situazione di pericolo, si trovava a 23,5 metri dal punto dell’urto. Se avesse rispettato i limiti, sarebbe riuscito a evitare l’urto? «La risposta è no, perché per arrestare a 50 km orari il motociclo è necessario uno spazio di 27,5. Sarebbe arrivato all’urto con una velocità molto più bassa ma l’urto sarebbe stato secondo me inevitabile».
Al termine del procedimento, le parti civili Silvia Saputo (sorella) e Doretta Giuggioli (madre) rappresentate dall’avvocato Paolo Barteletti hanno ritirato la costituzione, essendo state risarcite integralmente. Il pm Salvatore Ferraro aveva chiesto una pena di 2 anni. Motivazioni entro 80 giorni. — P.S.
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