Il Tirreno

Grosseto

elezioni 2019/capalbio 

Ancora scontro nel Pd per la scelta del candidato «Anche il tesoriere lascia»

F.F.

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capalbio. Non ha intenzione di andarsene in punta dei piedi. Vuole invece spalancare la porta e far uscire tutto il malumore che – dice – coverebbe nel Pd capalbiese dopo la decisione di presentare come candidato sindaco il segretario dell’Unione Marco Donati.

Con le dimissioni già consegnate al sindaco Luigi Bellumori (tecnicamente effettive dal 5 aprile), l’ex assessore Alessandro Continenza torna sulla candidatura di Donati. Come è noto Continenza ha lasciato la giunta perché in disaccordo su questa scelta del Pd che – ha riferito lui stesso – gli aveva garantito che il candidato sarebbe stato lui o il vicesindaco Giancarlo Nardi o la collega di giunta Giulia Pipi.

Ieri Donati ha smentito «terremoti» nel Pd provocati dall’uscita di Continenza e ha definito il partito «compatto».

Le dimissioni di Continenza non hanno dunque spaccato il Pd? «Tengo a sottolineare – dice dal suo canto l’ex assessore – che Donati non menziona che, prima ancora delle mie dimissioni, erano pervenute alla sua attenzione le dimissioni del delegato Bruno Piccolotti che è componente del direttivo del circolo Pd di Capalbio e conseguentemente il tesoriere dimissionario. Lo stesso Piccolotti avanzava dei dubbi su come l’Unione si stava relazionando sulla decisione di chi sarebbe dovuto essere il candidato a sindaco almeno per quanto riguarda la posizione del Pd capalbiese».

Continenza ribadisce la sua convinzione: «La decisione di non accettare la mia candidatura non è andata a buon fine perché dietro c’era una regia molto ben costruita che sicuramente non riguarda scelte di questo partito». Insomma, un’influenza esterna che, però, Continenza non vuole esplicitare. «Sono fermamente convinto – aggiunge però – che molto probabilmente ci saranno ulteriori defezioni all’interno dell’Unione. Di questo mi prendo la più convinta responsabilità nel dirlo. Ma saranno i prossimi giorni a decretare se mi sbaglio». In caso contrario, «il mio segretario dovrà dare ulteriori spiegazioni», conclude Continenza. Che già si descrive come «cittadino libero» dal prossimo 5 aprile «anche se rimarrò come consigliere, libero di decidere quale sarà la mia strada». — F.F.

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