Il Tirreno

Grosseto

l’appello 

Troppa muffa in casa Ha l’asma, costretta a lasciare l’abitazione

G.S.

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montieri. Da più di un mese Consuelo Querci non vive più nella sua casa, un appartamento dell’Edilizia Provinciale Grossetana nella frazione di Travale.

Una muffa nera ha ricoperto la parete del salotto e un mese fa la donna è stata ricoverata in ospedale per degli attacchi di asma, una patologia di cui ha sempre sofferto ma che ultimamente si è decisamente acutizzata: «Sono asmatica bronchiale e allergica alle penicilline – racconta la donna – il mio medico di famiglia è uno pneumologo e dopo avermi visitata a casa lui stesso ha sostenuto che così com’è l’appartamento non è vivibile. Rischio costantemente lo choc anafilattico». Consuelo si è sentita male il 21 febbraio scorso e, dopo essere stata dimessa dall’ospedale non è più tornata a casa ma è stata ospitata prima da un’amica poi dalla madre e ancora, di nuovo, in giro ospite di qualcuno: «Nel frattempo – dice – sono stata operata anche al tunnel carpale e ho dovuto mandare mia figlia minorenne dal padre perché in quella casa non possiamo stare. Mi sono fermata dodici giorni da un’amica a Montieri perché non potevo neanche guidare».

La donna ha chiesto all’Epg di essere trasferita in un altro appartamento nel Comune di Gavorrano, così da avvicinarsi al lavoro e alla sua famiglia. La richiesta non è però stata accolta: «Ho fatto la richiesta di mobilità per avere un’altra casa a Gavorrano ma non mi è stata accettata – dice – Nel frattempo sono sola e ho dovuto anche fare un trasloco». E continua: «Io non so veramente dove andare. l’Epg dichiara che la casa non è insana ma io non capisco chi possa vivere lì. Io no di certo». Ieri mattina il sindaco Nicola Verruzzi ha fatto visita alla donna: «La casa ha dei problemi al tetto e da lì filtra l’acqua che è entrata all’interno delle pareti formando la muffa – continua Querci – il sindaco è venuto e mi ha spiegato che non è stata accettata la richiesta di mobilità. Mi ha suggerito di andare a Montieri, pagando un affitto equivalente, ovvero 200 o 250 euro così da risolvere la situazione. A questo punto però se devo andare via da questa casa voglio avvicinarmi alla mia famiglia e al lavoro». Ad oggi la donna, invalida al 50%, continua a non stare bene di salute e non ha trovato una soluzione abitativa: «Uno stress organico mi mette a dura prova – continua – non posso vivere qui: vado via».

Intanto Consuelo si è rivolta a un avvocato.

«Il Comune ha fatto il possibile – dice il sindaco – Ci auspichiamo che i lavori siano fatti in tempi brevi e che in futuro la Epg faccia controlli più assidui». — G.S.

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