D’Urso si presenta «Avanti sul sentiero tracciato fino ad ora»
Il nuovo direttore fortemente voluto da Enrico Rossi nel segno della continuità: più impegno sul territorio
«Non si rimette in discussione il disegno aziendale che è stato fatto». Antonio D’Urso, al suo secondo giorno da direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, è venuto a Grosseto, ieri, per incontrare i vertici del Coeso in occasione della firma del protocollo con l’Asl e il Comune di Santa Fiora per la realizzazione di una struttura, nel Comune amiatino, da dedicare alla cura e all’assistenza di soggetti fragili.
Subito dopo, nel pomeriggio, il direttore generale ha visitato il nuovo ospedale e ha incontrato i professionisti nell’auditorium del Misericordia. Antonio D’Urso, 57 anni, originario di Catania, medico, si è insediato il 21 marzo sulla poltrona che era stata di Enrico Desideri. D’Urso arriva dalla direzione dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari, che ha retto per due anni e mezzo e torna in Toscana, dove era arrivato nel 2010 ed era stato prima direttore sanitario dell’Asl di Prato e, successivamente, dal 2012 fino al 2014, direttore generale dell’Asl di Lucca.
Il presidente della Regione Enrico Rossi lo ha voluto fortemente, anche facendo storcere il naso a qualche sindaco, alla guida della seconda più grande azienda sanitaria d’Italia. «Dal presidente Rossi – ha detto D’Urso – mi è stata affidata un’azienda complessa, sotto più punti di vista, molto diversificata, sui territori, anche dal punto di vista della popolazione e delle emergenze epidemiologiche. Ma l’azienda ha lavorato bene in questi anni di unificazione delle tre Asl e il disegno è ben fatto, non si rimette in discussione: non concentriamoci sulla cornice – ha aggiunto – ma sugli obiettivi e sui risultati». I sindaci che ha incontrato nei primi due giorni – ad Arezzo giovedì e a Grosseto ieri – hanno chiesto a D’Urso di dare continuità ai progetti messi in piedi con la precedente direzione generale. Poi D’Urso ha incontrato i professionisti dell’azienda, ad Arezzo e a Grosseto. «Si riparte dai territori – ha detto – e dagli operatori sanitari». Ai suoi collaboratori D’Urso chiede concretezza, progetti con costi e tempi ben definiti. Sul problema delle carenze di personale, alimentata anche dalla “quota 100” e dalle dimissioni di alcuni professionisti, D’Urso ha detto di avere avuto rassicurazioni dal presidente della Regione in ordine alla sostituzione dei dimissionari. Quello che preoccupa, invece, è la carenza di specialisti che, a lungo termine, si farà sentire, perché «le scuole di specializzazione – ha spiegato – non programmano in base ai bisogni dei territori, ma in base alla propria offerta formativa». —
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