Via i sigilli, la ruota panoramica lascia la città
Installata il 12 gennaio a Porta Corsica, era stata sequestrata nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Vercelli
La ruota panoramica di Porta Corsica ha ottenuto il dissequestro da parte della Procura di Vercelli e ieri, a dieci giorni dall’apposizione dei sigilli da parte dei carabinieri, è stata smontata e portata via.
Si chiude così, con un po’ di amaro in bocca, l’esperienza di un’attrazione sollecitata dall’amministrazione Vivarelli Colonna per animare la stagione – tradizionalmente un po’ piatta – del dopo Natale e che si è ritrovata impigliata nella maxi-inchiesta che i magistrati vercellesi hanno condotto su scala nazionale per un giro di presunte tangenti sulle autorizzazioni. Oltre un migliaio di giostre sono state stoppate in 88 province.
La Procura vuole fare chiarezza sui requisiti di sicurezza delle ruote panoramiche e di attrazioni simili dopo che nel 2017 una tredicenne era morta cadendo da una giostra. In tutto sono indagate 36 persone compreso il comandante della polizia municipale di Borgo d’Ale (Vercelli) che secondo gli inquirenti avrebbe preso tangenti per sbrigare le pratiche.
La ruota, una H28, era arrivata a Grosseto il 12 gennaio e sarebbe dovuta rimanere in esercizio fino al 12 marzo. Il 2 marzo scorso, alla vigilia di una due giorni organizzata con il Comune e le scuole, e che avrebbe coinvolto anche anziani e persone disabili, i carabinieri avevano apposto i sigilli su ordine della Procura di Vercelli.
Ivan Parisi, co-gestore della ruota panoramica insieme al fratello Cristian Parisi, aveva subito dichiarato al Tirreno che la ruota era super sicura, con centinaia di controlli fatti nel corso delle varie tappe in ogni città (circa quindici all’anno in diciotto anni di carriera), che l’ultima autorizzazione, la scorsa estate, era stata sì rilasciata dal Comune di Borgo d’Ale ma solo «perché lì le pratiche sono più veloci» e che comunque gli unici soldi tirati fuori erano stati «200 euro di normale parcella all’ingegnere che ha effettuato le prove sui tiranti, verificato le saldature e redatto la relazione» poi presentata al comune piemontese.
Ieri mattina Ivan Parisi e i suoi operai, caschetto di protezione calato in testa, guanti e imbracatura di sicurezza, erano ai giardini di via Ximenes a Porta Corsica per smontare pezzo per pezzo la ruota.
«Come avevamo annunciato, il nostro avvocato ha fatto richiesta di dissequestro e ci è stata accordata – spiega Parisi –. Ci è arrivata un paio di giorni fa. La ruota, lo ribadiamo, è sicura e con quest’inchiesta non c’entriamo per niente».
La ruota panoramica installata a Grosseto sarebbe finita nel mirino dell’inchiesta perché, come ha spiegato al Tirreno Parisi, tempo fa il gestore ha ripitturato la giostra e cambiato l’intestazione. Serviva un nuovo codice identificativo, una “targhetta”, e un nuovo controllo. La targhetta è stata rilasciata dal Comune di Borgo d’Ale. «Adesso – ha spiegato ieri mattina Parisi – porteremo la ruota alla casa costruttrice per ottenere la nuova targhetta e poi siamo pronti per l’installazione a Imola, che era già prevista». Salta invece la tappa sul lago di Garda, che doveva seguire il soggiorno maremmano. —
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