Il Tirreno

Grosseto

«Rispetto della qualità e analisi accurate» L’amarezza delle società

Gabriele Baldanzi Francesca Gori
«Rispetto della qualità e analisi accurate» L’amarezza delle società

Tra le aziende coinvolte nell’indagine ci sono anche la Franci e l’Ol.Ma. «Controlli e verifiche servono per tutelare soprattutto il nostro lavoro» 

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«Con mio padre e le mie sorelle abbiamo impiegato mezzo secolo per accreditarci, ai livelli più alti, in un mondo molto selettivo e competitivo come quello dei frantoi e dell’olio extravergine di oliva. L’idea che adesso uno sforzo così grande, quotidiano, certificato da centinaia di riconoscimenti, possa essere messo in discussione da un’inchiesta che ci vede coinvolti in modo indiretto e di riflesso, dove tutto è spiegabile e dimostrabile, mi rattrista e mi preoccupa». Giorgio Franci, raggiunto al telefono, ieri pomeriggio, si mostra come sempre disponibile. «Noi siamo dalla parte delle autorità. È importante che ci siano controlli e verifiche, proprio per tutelare il lavoro di aziende come la nostra, che lavorano nel rispetto della qualità e della materia prima. Vediamo cosa ci viene contestato. Noi siamo tranquilli, aspettiamo di conoscere l’esito delle indagini». «La qualità del nostro olio – sono ancora parole di Giorgio Franci – non passa da frodi, truffe, trucchi, ma da scelte coraggiose, impegno quotidiano, esperienza e tecnologia all’avanguardia. Con babbo abbiamo sempre percorso l’unica strada possibile, una strada fatti di sacrifici e rinunce. Il resto lo ha fatto un territorio che non ha eguali».

Partiti dalle pendici dell’Amiata, i Franci, sono diventati, nel proprio campo, i numero uno al mondo. Una piccola attività a conduzione familiare che oggi è conosciuta in 5 continenti, dà lavoro a decine di persone e rappresenta, forse più di ogni altra azienda e prodotto, la Maremma migliore, dove la qualità del paesaggio si declina in economia. Risale al 1996 il Villa Magra dei Franci, il primo extravergine del frantoio commercializzato in bottiglia prendendo il nome dallo storico oliveto di Montenero. Al concetto di qualità vengono ad aggiungersi quelli di selezione, di interpretazione e di terroir. Nel 1997 la prima produzione del fruttato leggero, l’Olivastra Seggianese, il monovarietale prodotto dagli oliveti secolari del monte Amiata; poi nel ’99 nasce il fruttato medio Le Trebbiane, che alla prima occasione si aggiudica il primo dei diversi Leoni d’Oro che verranno assegnati al frantoio. È un’escalation senza pause, un crescendo di riconoscimenti, successi. E investimenti. Giorgio è convinto che per stare al top ci vogliono macchine e tecnologie di primo livello e un lavoro che inizia dai campi, dagli oliveti. L’evoluzione della filosofia produttiva sviluppa nuovi obbiettivi e prende forma il concetto di Cru. Come nei vini. Nel 2000 nasce Villa Magra Grand Cru, la migliore produzione dell’azienda, una selezione delle migliori olive della varietà Frantoio, prodotto solo nelle migliori annate e in bottiglie numerate. Un altro incredibile azzardo, ma un altro strepitoso successo. Per la cronaca, il Frantoio Franci non risultava coinvolto nella prima fase dell’inchiesta. Giorgio Franci, difeso dall’avvocato Andrea De Cesaris non entra nei dettagli proprio per rispetto di chi sta indagando.

Aspetta di vedere le carte, l’avvocato Giuseppe Nicosia che difende Massimo Felice Neri, presidente di Olma, il colosso dell’olio finito nell’inchiesta della Procura di Grosseto. Il Collegio toscano olivicoltori Ol.Ma conta mille soci che conferiscono il loro prodotto alla società che ha sede al Madonnino e il sistema di tracciabilità utilizzato dai tecnici della società è molto accurato. Messo a punto dall’Università di Lecce, permette all’Ol.Ma di analizzare tutto l’olio che arriva nell’azienda e tutto quello che da lì esce, dopo essere stato imbottigliato.

La società, che produce la maggior parte dell’olio extravergine Igp della Maremma proprio grazie alla rete messa su insieme ai suoi mille soci, ha sempre puntato tutta la sua attività sulla qualità del prodotto che è certificata e garantita proprio da quella analisi che sono state effettuate anche sulle partite che sono arrivate al Madonnino nel periodo preso in esame dalla Procura, di cui sono presenti tutti i documenti che lo certificano. —

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