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Canidi al Parco, analisi in atto Il direttore: «Nessun rischio»
Non si sa ancora se i due canidi arrivati al Parco faunistico del Monte Amiata (Arcidosso) siano lupi appenninici o ibridi. L’analisi genetica è in corso e la direzione del Parco è in attesa di avere l’autorizzazione finale del ministero dell’Ambiente per sapere se, dopo la quarantena, potranno restare nel recinto apposito di Monte Labro.
“Il recinto per i lupi del parco – spiega il direttore Lorenzo Fazzi – è stato completamente ripristinato e quindi lì dentro i canidi saranno al sicuro. La recinzione esterna del parco, invece, anche dopo le ultime perturbazioni che hanno colpito l’Amiata, è da risistemare completamente, anche perché oltre alla rete, sono stati sradicati alberi e ci sarà da fare. Ma questa recinzione esterna è altra cosa rispetto a quella predisposta per i predatori».
I due esemplari, un cucciolo e un adulto, entrambi maschi, arrivano da Pisa. Sono stati raccolti dalla polizia provinciale poiché hanno avuto degli incidenti e avevano bisogno di cure. Sono stati perciò affidati alla facoltà di Veterinaria di Pisa dove sono stati curati. Da lì, grazie agli accordi fra Regione, Comune di Arcidosso, Unione dei comuni, sono stati trasferiti in Amiata. Una convenzione firmata mesi fa, infatti, permette di collocare nel parco ibridi e lupi previa autorizzazione del Ministero. Il parco è, fra l’altro, destinato allo studio, ricerca e conservazione di specie scomparse o in estinzione. Ai canidi, ora in quarantena, è stato prelevato del pelo, inviato ai laboratori di Ispra per le analisi .
«Se rimarranno qui – spiega Fazzi – ce ne prenderemo cura e saranno al sicuro dentro il recinto. Il controllo delle recinzioni sarà fatto tutti i giorni dal custode del parco, Alberto Pastorelli, da tre operai dell’Unione dei comuni, da un servizio esternalizzato e anche io contribuirò al controllo».
Non appena gli animali usciranno dalla quarantena saranno muniti di collare per il monitoraggio. «Già stiamo provando loro alcuni collari – spiega Fazzi – e alla fine entrambi, e gli altri che arriveranno, ne saranno muniti». Per adesso la carne per nutrirli è arrivata da Pisa, ma la fornitura degli alimenti sarà affidata a una ditta locale. «Occorrono – spiega Fazzi – dai 3,50 ai 5 euro al giorno ciascuno per mantenerli; la spesa è a carico della Regione».
Fazzi tiene a rimarcare che «l’operazione va incontro ai pastori. Saranno catturati i predatori in giro per il territorio – dice – e messi al sicuro in grado di non nuocere. E non è vero che “lupo chiama lupo”. Il predatore gestisce la propria territorialità e dove ce n’ è un branco, non ne arrivano altri». —
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