Il Tirreno

Grosseto

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Oltre 2.500 studenti sfilano per il clima e gridano ai politici «È ora di svegliarsi»

di Francesca Ferri e Gabriele Baldanzi

Partecipazione inattesa Vivarelli Colonna si congratula Una studentessa lo contesta «Non ci serve che ci dica “bravi” Serve che faccia qualcosa» 

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Nella voce slogan gridati a squarciagola: «Governo, governo, è ora di svegliarsi. La Terra è casa nostra, non voglio che collassi». Nelle mani cartelli impugnati con vigore: «Non esiste un pianeta B». Nel volto la freschezza dei loro anni, tra i 13 e i 20. Ai polsi nastrini celesti, «come il celeste del cielo, che potrebbe non essere più tale se continuiamo di questo passo», spiegano.

Il solco tracciato da Greta Thunberg da ieri passa anche dalla Maremma. Oltre 2.500 ragazzi e ragazze hanno sfilato in mattinata a Grosseto. Una manifestazione senza precedenti per numero di partecipanti, un successo ben oltre le previsioni della vigilia. Nessun incidente, solo cori, slogan e ragionevoli richieste.

Già alle 9 piazzale Benci, alla Cittadella dello Studente, brulicava di giovanissimi arrivati da tutta la provincia. Una risposta inattesa in queste proporzioni. Decine anche gli insegnanti, centinaia le persone comuni che via via hanno ingrossato il corteo. In testa, le classi delle scuole medie, accompagnate dagli insegnanti. Quindi, al megafono, Rachele Ciolfi, 18 anni, del Leopoldo II di Lorena, ad aprire l’interminabile serpentone.

Per quasi tutti i ragazzi è la prima manifestazione. «La parola sciopero non ci piace – spiega Cesare, 17 anni, di Orbetello, arrivato a Grosseto in treno – perché oggi l’assenza da scuola, che per alcuni sarà ingiustificata, è qualcosa di diverso». «Salviamo il pianeta, cambiamo il mondo» è lo slogan che rimbalza negli striscioni preparati già dalle 7,30 fuori dalle scuole. Negli occhi di molti c’è emozione, speranza.

Dalle finestre delle case tanti si affacciano e applaudono. C’è chi grida loro: «Bravi». I ragazzi ringraziano, ma che nessuno si azzardi a “sporcare” il corteo con una bandiera. Chi ha una certa età ammette che manifestazioni così, a Grosseto, non si vedevano da tempo.

Oltre che numerosi, i ragazzi colpiscono per la loro consapevolezza, per il desiderio di condivisione di un messaggio semplice, la difesa del pianeta, che avvertono non condiviso dagli adulti. Sfilano, e per qualche ora il telefonino rimane in tasca o nello zaino: il loro messaggio lo vogliono gridare a viva voce, per una volta. Poche sigarette in giro (gli organizzatori avevano chiesto di non fumare) e poche – ma qualcuna spunta comunque – bottiglie di plastica (anche queste bandite dalla regia del corteo).

In corteo si riconosce qualche politico, ma tutti – precisano – a titolo personale.

Verso le 11 l’arrivo in piazza Dante sotto al Palazzo della Provincia. Esce il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, anche sindaco di Grosseto. Prende la parola: «Siete meravigliosi, sono con voi. Vi aspetto nel mio ufficio per condividere le buone pratiche ambientali». Ed è un diluvio di applausi. Finché non prende timidamente il megafono Marta Carotti, 16 anni, liceo classico di Orbetello. «Ma Vivarelli Colonna qualcosa deve fare. Non è che può dire semplicemente che è una bella cosa». Ed è proprio questo il punto: che la politica inizi a fare, più che limitarsi a continuare a parlare e basta. Ieri in più di 2.500 lo hanno chiesto a Grosseto. In milioni in tutto il mondo. —

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