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«Mica c’ho una bomba» E fu chiuso in prigione
GROSSETO. Occhio alle parole (nel bosco come negli aeroporti).
Risale al marzo 2017 la disavventura capitata a Giorgio Pasquinucci, all’epoca 70enne insegnante in pensione che al controllo bagagli dell'aeroporto di Phuket in Thailandia – per colpa di una battuta equivocata dal personale aeroportuale – si è ritrovato in galera. Pasquinucci, con il fratello e un amico, stava rientrando in Italia dopo una vacanza. Aveva già passato il controllo bagagli e una poliziotta stava ispezionando lo zaino del computer quando, in italiano, lui ha detto: «Guardi che non c’ho mica le bombe». La poliziotta thailandese, quando ha sentito la parola “bomba”, gemella dell’inglese bomb e unica parola da lei compresa, ha chiamato subito i colleghi e da lì è cominciato l’inferno. Il grossetano è stato arrestato e chiuso prima nella cella dell’aeroporto e poi nel carcere di Phuket.
Un calvario terminato dopo giorni di prigionìa, quando il grossetano ha potuto tornare a Grosseto beccandosi anche un Tapiro da Striscia. El. G.
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