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Mamma Maria, 53 anni «L’obiettivo è il lavoro»

G. M.

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Grosseto. Maria, che ha 53 anni e un figlio appena maggiorenne vicino al diploma, è una vita che si tira su le maniche: di lavori ne ha fatti tanti e negli ultimi anni ha sempre lavorato come colf e badante, a tempo determinato, ovviamente, e quando il loro c’era. Il Tirreno l’ha incontrata ieri mattina davanti al patronato Acli di via Manetti, l’unico tra gli uffici grossetani deputati ad inoltrare domanda per il reddito di cittadinanza dove si è creata un po’ di fila anche se senza caos. «Mai trovato un lavoro mediante il Centro per l’Impiego – dice Maria che non si scoraggia mai – E comunque ora sono qui non per mangiare alle spalle dello Stato ma per tentare di ottenere un lavoro vero, onesto». In fila al patronato Acli – dove dalle 8.30 alle 11. 10 (quando Il Tirreno ha fatto visita alla sede di via Manetti) erano state accolte una quarantina di persone (dal numero 22 al 63). E in attesa ci sono anche giovani. Per esempio, Mirko, 27 anni: «La mia speranza – confessa – è quella di avere un lavoro perché di lavoretti ne ho fatti tanti». O Riccardo, 33 anni: «Ho lavorato nell’edilizia – descrive – e ho avuto anche un bar. Con il Centro per l’Impiego, invece, ho ottenuto molto poco, quasi niente». E in attesa del proprio turno c’è anche Franca, 67 anni, 500 euro di pensione sociale: lei chiederà la pensione di cittadinanza.

Chi ieri si è presentato per fare domanda ed ottenere il Rdc era già in possesso del proprio Isee (è il primo passo): ha compilato la richiesta per il beneficio e la cosiddetta Did, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro che deve essere firmata da tutti i componenti del nucleo familiare che rientrano nella fascia di collocamento. –

G. M.

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