Il Tirreno

Grosseto

il defibrillatore a scuola 

L’affondo dell’associazione «Una targa con pubblicità»

G.S.
L’affondo dell’associazione «Una targa con pubblicità»

Il presidente di Scarlino Soccorso risponde alla preside Nella scuola ci sono i nomi delle aziende che hanno donato alcuni degli arredi

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scarlino. La storia del defibrillatore non gradito continua a far discutere.

La questione risale a prima dell’apertura della nuova scuola di Scarlino Scalo quando l’associazione Scarlino Soccorso decide di acquistare un defibrillatore da donare all’istituto. Un dono che, secondo l’associazione, sarebbe stato senza dubbio gradito. Così non è stato: la preside Assunta Astorino ha rispedito il pacco al mittente. La preside aveva spiegato che «la scuola non può essere uno strumento a disposizione di chicchessia. Siamo consapevoli che la scuola sia un’appetibile cassa di risonanza in grado di garantire visibilità e pubblicità. Ed è per questo che selezioniamo attentamente i progetti e le proposte». «Dentro alla scuola è presente una targa dove vengono ringraziate le aziende che hanno contribuito agli arredi e quella è pubblicità – dice oggi Daniele Tosoni, presidente di Scarlino Soccorso – lì non ci sono solo enti di volontariato ma anche quattro aziende che operano nel territorio. La preside ci accusa di volerci fare pubblicità quando poi ha accettato della pubblicità all’interno della sua scuola. Perché loro sì e noi no?».

La preside aveva poi dichiarato che i toni usati da Tosoni erano stati sgarbati: «I toni e il linguaggio utilizzati dal signor Tosoni sono stati, da subito, imperativi e poco educati – aveva spiegato Astorino – non consoni a un contesto scolastico. In definitiva, quella che avrebbe dovuto essere una donazione, si configurava come una imposizione vera e propria». «Non mi sono accorto di essere stato sgarbato quando ho scritto le varie email con le quali davo notizia della donazione – dice Tosoni – ho semplicemente chiesto, cortesemente, di poter prendere accordi per il posizionamento dello strumento. Non vedo, sinceramente, come possa aver arrecato offesa».

Adesso Tosoni è però deciso a vedere il defibrillatore installato all’interno della scuola: «Non ci sono ragioni per le quali quel defibrillatore, acquistato per la sicurezza degli studenti, non debba essere installato lì». — G.S.

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