Il Tirreno

Grosseto

allevatori 

Predazioni, Capecchi «Gli indennizzi non sono la soluzione»

Stefano Fabbroni

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. «Se pensiamo di risolvere il problema della predazione con gli indennizzi, non ci riusciamo. Serve trovare una soluzione aggiuntiva, chiara ed immediata e inoltre ricordiamoci che molti predatori sono protetti dalla legge e non possono essere colpiti. È questo che preoccupa noi allevatori».

Questo è stato l’intervento del presidente di Cia Grosseto, Claudio Capecchi, di mestiere allevatore, durante l’incontro (nella foto Bf) svolto in sala Pegaso fra imprenditori agricoli, allevatori e i due europarlamentari di M5s Fabio Massimo Castaldo (vicepresidente del Parlamento Europeo) e Laura Agea. «Noi allevatori – continua Capecchi – sappiamo di dover convivere con questa che definisco “avversità”, cioè la presenza del predatore. Dobbiamo portare avanti la battaglia ma in quale modo? Mi rivolgo agli europarlamentari per capire come muoversi. Come possiamo arginare le predazioni?»

Castaldo ricorda che esiste un bando regionale attivato nel 2018 per venire incontro, con contributi a titolo di risarcimento in denaro calcolati in base al danno subito, alle aziende zootecniche colpite dagli attacchi dei lupi. «Mi risulta – spiega – che non ci siano state grosse adesioni da parte delle aziende toscane e maremmane che ne rappresentano un’importante fetta. Non era ritenuto congruo alle vostre esigenze?» La risposta arriva sempre da Capecchi: «Il fondo di risorse è per i danni derivanti non tanto dalla morte di per sé dell’animale ucciso quanto dalla ripercussione che un attacco potrebbe portare sul gregge qual è la perdita della produttività».

Ma non basta: ci sono anche altri aspetti da trattare al centro della questione che spesso ha visto i pastori maremmani sul piede di guerra. Dal presidente Cia Grosseto, applaudito dagli allevatori presenti, arriva una richiesta su uno di questi aspetti: «Come comportarsi in caso di predazioni? Chiediamo di mettere delle recinzioni? Ma si può recintare tutta la Provincia? Con la recinzione si limita lo spazio di azione del gregge, che invece per natura è abituato a spostarsi durante la notte quando gli attacchi dei predatori sono frequenti, con la conseguenza di un proliferarsi di malattie e di un aumento dei costi per le gestione dell’attività fra cui anche la salute degli animali. Sarebbe gravoso per le nostre economie, basti pensare ai milioni di pecore che alleviamo, alcuni allevatori potrebbero decidere di andare via dalla nostra terra per mantenere la famiglia». —

Stefano Fabbroni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera