Il Tirreno

Grosseto

il negozio-scrigno dei sogni  

Corsa contro il tempo per salvare Madamadorè

Giovanna Mezzana
Corsa contro il tempo per salvare Madamadorè

Le titolari sono alla ricerca di qualcuno che continui l’avventura al loro posto: o passano il testimone o chiuderanno. Clienti in lacrime. Per farsi avanti c’è tempo fino al 30 marzo

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GROSSETO. Alla fine si sono date una scadenza: il 30 marzo. Se entro questa data Petra Paoli e Olivia Goffredi – socie-titolari di Madamadorè – non avranno trovato qualcuno che continui l’avventura al loro posto, la libreria-giocattoleria chiuderà. Per sempre. E per Grosseto sarà una grande perdita. Perché Madamadorè non è solo un negozio per bambini che esiste da 34 anni: è uno scrigno dei sogni, un salotto pubblico ma intimo dove generazioni di genitori sono cresciute insieme ai propri figli. L’esborso per salvare questo piccolo-grande patrimonio non è proibitivo: Petra e Olivia chiedono 25mila euro (chiavi in mano), «una cifra simbolica» dicono, sia alla luce dell’investimento negli anni sostenuto sia per il valore metasignificante di quel luogo che è molto più di un’attività commerciale.

Il post

È giovedì 28 febbraio quando Olivia pubblica un post sul suo profilo Facebook con cui alza il velo su un’attività di ricerca iniziata nell’estate precedente: sono mesi che lei e Petra cercano qualcuno che abbia la passione e il coraggio di salire sull’ “arca” di Madamadorè”, prenderne il timone e proseguire il viaggio: «Se entro il 30 marzo non troveremo nuovi condottieri – scrive Olivia – Madamadorè chiude». «Due giorni dopo, era sabato – dice Petra al Tirreno – Sono entrate tre nostre clienti, una dopo l’altra, con le lacrime agli occhi: “Diteci che non è vero”». E invece, è la realtà.

Tanti candidati, ma... 

È dall’estate 2018 che le due mamme-amiche-socie di Madamadorè cercano qualcuno a cui passare il testimone: «Partite nei mesi estivi, tre trattative si sono definitivamente arenate a dicembre – descrive Petra – Eppure erano persone interessate, alcune di loro ci hanno persino detto “questo è il mio sogno”, ma alla fine è rimasto tale. Manca un po’ di concretezza, manca forse la determinazione per compiere il passo per cui un desiderio diventa realtà. Certo è che serve anche un po’ di coraggio...: nel 2012 in piena crisi il nostro commercialista ci diceva: “Voi siete delle pazze”». Il post di Oliva ha sollecitato nuovi interessi: «Dal 28 febbraio al 4 marzo – dettaglia Petra – si sono fatte avanti cinque coppie, di cui tre molto motivate; e abbiamo fissato altri colloqui».

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«Non scompariamo...»

Petra rassicura gli eventuali candidati: «Non abbiamo alcuna intenzione di sparire: siamo pronte a collaborare con chi prenderà il nostro posto – dice – Vogliamo restituire tutto ciò che ricevemmo sei anni fa da Anna Maria e Raffaella Fiorillo, le due sorelle-fondatrici di Madamadorè, a cui poi negli anni si era affiancata Monica Ceccarelli; anche se i nuovi titolari dovranno portare le loro “specificità”: noi a Grosseto siamo state le precorritrici dei laboratori...».

La scelta

Petra e Olivia cedono il testimone non perché il negozio non vada bene: «Qui dentro sono stati sei anni meravigliosi – confessa Petra – I nostri figli, ne abbiamo cinque in due, sono cresciuti qui. E abbiamo avuto tanti stimoli professionali. È solo che adesso ci sentiamo pronte per fare altro: Olivia si sta dedicando ai laboratori teatrali e io ho cominciato una collaborazione con Accademia Drosselmeier di Bologna, la mia città Natale, che mi porta a fare avanti-e-indietro. La ragione è questa». –

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