Il Tirreno

Grosseto

il caso 

Defibrillatore rifiutato La scuola spiega: «Un regalo imposto»

Giulia Sili

La dirigente polemica con il presidente di Scarlino Soccorso «Ha usato toni e modi imperativi, ritenuti non consoni»

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«Una donazione non deve essere un’imposizione»: così la dirigente dell’istituto comprensivo di Gavorrano e Scarlino ha scelto legittimamente di non accettare il dono fatto alla nuova scuola di Scarlino Scalo dallo Scarlino Soccorso.

L’associazione di volontariato nata nel 2011 da una scissione dalla Croce Rossa, grazie ad alcuni fondi raccolti durante un evento, aveva acquistato un defibrillatore, del valore di circa 700 euro, da donare alla nuova scuola. Un dono che, secondo l’associazione, sarebbe stato senza dubbio gradito.

Così non è stato: la preside Assunta Astorino ha rispedito il pacco al mittente. La dirigente spiega al Tirreno le sue ragioni: «La collaborazione tra scuola, famiglia e territorio rappresenta una delle priorità dell’istituto comprensivo di Gavorrano-Scarlino – dice Astorino – Nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni, scuola, istituzioni, associazioni ed enti del territorio di riferimento dell’istituto comprensivo, ma non solo, hanno condiviso nel tempo e continuano a condividere progetti e percorsi che vengono presentati e definiti all’inizio di ogni anno scolastico con i docenti interessati». Non è però questo il caso dello Scarlino Soccorso.

Anche per l’anno scolastico 2018 - 2019 sono stati organizzati incontri con vari soggetti per la programmazione dell’offerta formativa ma, «alle riunioni sopra citate – continua la dirigente – non era presente lo Scarlino Soccorso, in quanto non risulta nell’elenco delle associazioni che hanno dato disponibilità a collaborare con la scuola».

Lo scorso dicembre Daniele Tosoni, presidente dello Scarlino Soccorso, ha informato la dirigenza, della decisione, presa al di fuori della scuola, «di organizzare celermente una cerimonia all’interno dell’edificio scolastico alla presenza delle autorità, degli alunni e del personale, per donare un defibrillatore». Il problema sarebbe però legato al modo in cui si è posto il presidente dell’associazione di volontariato: «Il tono e il linguaggio utilizzati dal signor Tosoni sono stati, da subito, imperativi e poco educati – spiega Astorino – non consoni ad un contesto scolastico. In definitiva, quella che avrebbe dovuto essere una donazione, si configurava come una imposizione vera e propria. Appare difficile intravedere in tutto questo la volontà dell’associazione di avviare una collaborazione con la scuola. Pur riconoscendo l’impegno dell’associazione Scarlino Soccorso e di chi vi presta volontariamente tempo ed energia, risulta opportuno, oggi più che mai, chiarire che la scuola non intende accettare qualsiasi tipo di collaborazione o donazione – continua la dirigente – se queste non sono proposte nel modo adeguato e non è previsto un coinvolgimento efficace di alunni e docenti».

C’è poi anche una questione di pubblicità dell’ente: «La scuola non può essere uno strumento a disposizione di chicchessia. Siamo consapevoli che la scuola rappresenti un contesto favorevole per promuovere progetti, eventi e manifestazioni. Insomma – conclude Astorino – risulta un’appetibile cassa di risonanza in grado di garantire visibilità e pubblicità. Ed è per questo motivo che la scuola oggi, seleziona attentamente i progetti e le proposte, a favore di una didattica seria ed efficace, anche a scapito di un lustro che è solo apparente».

Non solo: l’istituto comprensivo ha già a disposizione diversi defibrillatori e sta provvedendo alla formazione del personale. —



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