«Riqualificare gli immobili senza stravolgere il territorio»
Il consigliere Fabio Tavarelli racconta il nuovo piano strutturale che disegnerà il futuro di Castiglione della Pescaia. Sviluppo sostenibile e attenzione al turismo
Dall’approvazione cinque anni fa degli strumenti urbanistici con il piano strutturale, l’amministrazione deve scrivere nuovamente la strategia della futura pianificazione urbanistica. Fabio Tavarelli, che con il sindaco Giancarlo Farnetani ha scritto il primo regolamento urbanistico nel 2014, è ora chiamato a ripartire da capo. Con un pool di tecnici comunali, guidati dall’ingegner Donatella Orlandi, capo della gestione del territorio composto, e tra gli altri gli architetti Monica Maccherini, responsabile del paesaggio, e Riccardo Cherubini, addetto alla pianificazione, Castiglione si appresta a avviare l’iter di approvazione del nuovo piano strutturale.
Tavarelli è il collante della squadra comunale, ed è fermamente convinto che sulle basi del vecchio Ru, si continuerà sulla linea tracciata.
Ancora una volta la pianificazione dovrà scrivere il futuro di Castiglione.
«Il piano sarà solo un contenitore di idee e progetti che nascono nella comunità, disciplinate da regole nazionali e regionali. Le funzioni di un Comune sono i servizi sociali e la cultura, le altre sono solo funzioni delegate dove si attuano decisioni prese altrove. La differenza si fa nei servizi alle persone e nella conoscenza che si riesce a diffondere. Il resto è un contorno».
Eppure l’urbanistica da sempre è considerata la delega chiave delle amministrazioni locali.
«È una convinzione che nasce da un equivoco: la confusione che si fa con l’edilizia. Sono cose diverse e svolgono funzioni diverse. L’interesse dei cittadini è per l’edilizia, la pianificazione non suscita la curiosità quasi di nessuno».
Ma lei presidia la pianificazione da sette anni...
«Quello che faccio è solo seguire un progetto di sviluppo sostenibile, la cui condivisione ha dato vita a un’alleanza di centrosinistra che governa da otto anni. La mia funzione è solo aiutare gli uffici a trasfondere negli strumenti di pianificazione i progetti di rinnovamento dell’esistente, senza far perdere valore a ciò che c’è. Sono solo un soldato che difende il paese da chi ancora pensa che la rendita sia un modo sano di guadagnare, quando invece uccide i territori».
E la filosofia del nuovo piano strutturale?
«Dobbiamo ripartire dalle persone. La realtà di Castiglione è data da famiglie con un solo reddito, spesso solo stagionale, un enorme patrimonio edilizio a uso abitativo da convertire, una popolazione composta in maniera significativa da anziani e da tante giovani donne sole con figli. Il tutto circondato da un paesaggio tra i più belli d’Italia».
Quindi quale sarà il modello di crescita?
«L’errore sarebbe quello di imitare modelli che non ci appartengono. Dobbiamo rafforzare l’housing sociale e facilitare il recupero del patrimonio edilizio esistente con servizi per la terza età. Ci sono persone che si trasferirebbero tutto l’anno a Castiglione solo se trovassero servizi organizzati per il tempo libero e la salute. E per farlo non c’è bisogno di occupare nemmeno un nuovo metro quadro di suolo».
In quest’ottica, il nuovo piano a chi si rivolge?
«Rafforzeremo le previsioni di riqualificazione degli alberghi esistenti e, con il piano della costa sarà possibile rinnovare tutti i bagnetti».
E i costruttori che faranno? «Abbiamo oltre 15mila immobili la maggior parte da recuperare, il lavoro non manca. Si tratta di superare il modello “costruisco per vendere” con “riqualifico per guadagnare”». —
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