Pista ciclopedonale sul marciapiede Ancora proteste: «Così è più pericoloso»
I lavori proseguono ma gli abitanti restano insoddisfatti: «Prima almeno le bici andavano piano, ora si sentono autorizzate»
Il portone si apre, spunta un passeggino con il piccolo Francesco e, allungata oltre il manubrio, mamma Eleonora. Le ruote davanti sono già nella pista ciclopedonale ed Eleonora è cauta. «Qui su questo marciapiede le biciclette sono sempre passate – spiega – ma almeno prima, quando era vietato, andavano piano. Ora che hanno la pista e si sentono autorizzati, i ciclisti sfrecciano in su e in giù ed è diventato pericoloso. Ieri sera due ragazzi venivano veloci e li ho schivati per un soffio».
Sono passati alcuni giorni da quando gli abitanti del civico 15 di viale Sonnino, dove abita anche Eleonora, hanno protestato per la nuova pista ciclopedonale sul marciapiede, in via di ultimazione. La pista – destinata a persone sia a piedi che in bicicletta – è attaccata ai portoni e secondo chi ci abita è pericolosa.
Alle lamentele dei residenti nei giorni scorsi l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Megale, ha risposto che, una volta finito di dipingere le strisce e i segnali a terra e installati i cartelli, la pista sarebbe stata sicura. Ieri mattina lo stesso sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, con Megale, l’assessore alla Viabilità Fausto Turbanti, i tecnici comunali e Angelo Fedi della Fiab, hanno fatto un sopralluogo precollaudo della pista ciclopedonale dalla stazione al Ponte sull’Ombrone, ribadendo che il percorso così com’è va benissimo, anche nel tratto di viale Sonnino contestato dagli abitanti. Un percorso «fruibile e sicuro», lo ha definito il sindaco, progettato per essere «promiscuo quindi dedicato sia ai pedoni che ai ciclisti per tutti i sensi di marcia», cosa consentita dalle norme, «poiché più che sufficienti sono le dimensioni del marciapiede e bassa è la densità abitativa e commerciale che vi si affaccia», spiega il sindaco. Che chiede anche ai cittadini di aspettare che l’opera sia conclusa per valutarla nella sua funzionalità.
Ma gli abitanti di viale Sonnino si sentono “imprigionati” in casa e, dopo aver atteso la realizzazione delle strisce bianche che promettevano di delimitare meglio la corsia per i pedoni e quella delle bici, e aver visto che nulla è cambiato, scrollano il capo. Le uniche strisce che compaiono sono longitudinali ai due lati; davanti a cancelli e giardini sono tratteggiate, davanti ai portoni sono continue. Non è stata realizzata alcuna striscia di mezzeria a creare due corsie – una per pedoni e una per bici – come si aspettavano alcuni. L’unica segnaletica a terra è il simbolo, verniciato in bianco a inizio pista, con bici e pedone insieme, che sancisce lo spazio comune ai due tipi di utenti.
«Siamo tutti ciclisti, tutti andiamo in bici e ben vengano le ciclabili. Ma vanno fatte in modo ragionato», dice Paola Mercanti. «Magari si poteva fare una parte per i pedoni di un colore diverso . Stamani ho visto una bambina piccola che correva sulla pista. Se arriva una bicicletta veloce la prende in pieno». «Io ho due nipotini di 18 mesi e di 6 anni – spiega un signore –. Se succede loro qualcosa prima chiamo il 118 e poi denuncio tutti. La ciclabile andava fatta più verso la strada, lontana dalle case e dai negozi». La signora Mariangela Luschi abita in un condominio accanto, ma ha lo stesso problema. «Mi chiedo come facciamo ad attraversare la pista ciclabile uscendo dal portone, visto che ci hanno tracciato una striscia bianca ininterrotta davanti». «E io non capisco perché, da pedone, mi devo sentire in difetto su questo marciapiede rispetto ai ciclisti», le fa eco un’anziana. «L’ho già detto e lo ripeto: non ce l’abbiamo con la pista ciclabile ma andava fatta in modo diverso lasciando uno spazio esclusivamente per i pedoni – dice Paolo Napolitani del civico 15 – Io, da parte mia, ho già scritto al Gabibbo. Il sindaco? Lo abbiamo visto stamani (ieri) con tutti gli altri dalle finestre di casa e avremmo voluto parlarci. Ma, come siamo scesi, non c’era già più». —
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