Il Tirreno

Grosseto

la reazione dei sindacati  

«Caro imprenditore, te li porto io 300 curricula di chi cerca impiego»

G. M.

Claudio Renzetti (Cgil): «Non usiamo luoghi comuni per descrivere una realtà che è drammatica»

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grosseto. Anche i sindacati, Cgil e Cisl, entrano a gamba tesa nel dibattito aperto dal pastaio Roberto Delli che, avendo trovato con grande difficoltà quattro nuovi addetti per il suo pastificio di via Topazio – per il quale ha raddoppiato di recente la metratura passando da 300 a 600 mq – ha cominciato a nutrire qualche dubbio sul fatto che a Grosseto vi sia davvero “fame” di lavoro.

qui cgil

«Al titolare della Pastai srl – dice Claudio Renzetti, segretario generale di Cgil Grosseto – consigliamo di essere un po’meno tranchant, perché è assolutamente irrealistico dichiarare che “forse la gente a Grosseto non ha voglia di lavorare, o forse non ne ha bisogno”. La Cgil ha grande rispetto per il mondo dell’impresa e gradiremmo ci fosse lo stesso rispetto del mondo imprenditoriale nei confronti dei disoccupati». Delli però non è l’unico imprenditore che dichiara di cercare personale e di non trovarlo: la Camera del Lavoro una spiegazione del fenomeno ce l’ha: «Quando un’impresa – sottolinea Renzetti – non trova i lavoratori di cui ha bisogno è perché non offre condizioni contrattuali/retributive accettabili o perché si rivolge a lavoratori con qualifiche diverse da quelle che cerca». Renzetti, poi, va incontro all’imprenditore: «Se Roberto Delli è in grado di offrire un contratto regolare a 1. 400 euro netti al mese, che possono diventare 2. 500/2. 800 con gli straordinari (è quanto ha descritto al Tirreno in occasione del taglio del nastro al nuovo pastificio, ndr) credo non sarebbe difficile fornirgli almeno due-trecento curricula. Non c’è problema. Evitiamo – conclude Renzetti – di rappresentare in modo caricaturale e per luoghi comuni una realtà drammatica come quella grossetana, dove il lavoro manca e l’economia è da troppo tempo in stallo».

qui cisl

«Sappiamo bene che la realtà occupazionale della Provincia di Grosseto continua ad essere molto difficile – nota Fabrizio Milani, segretario generale della Cisl grossetana – e per questo non accettiamo accuse nei confronti dei nostri giovani». Il pastaio Delli aveva precisato infatti di cercare anche ragazzi e di non trovarli: «Chiunque voglia assumere dipendenti contribuisce alla ripresa occupazionale – continua Milani – ma stona leggere che i giovani a Grosseto non vogliano lavorare. È inaccettabile che passi questo messaggio perché abbiamo segnali evidenti che non sia così: lo dimostrano i numeri della recente Borsa Mercato del Lavoro» che ha fatto un vero e proprio boom. Sappiamo invece che ci sono realtà dove si lavora dalle 7 del mattino alle 10 di sera, dove gli straordinari vengono retribuiti sotto forma di premi o, a volte, dopo anni. Sappiamo di realtà dove il periodo di prova è sinonimo di lavoro in nero e dove si rasenta, ogni giorno, il reato di mobbing». «La Cisl – conclude Milani – conosce bene le difficoltà del mondo del lavoro e crede che ci siano gli strumenti per superarli: gli enti privati, come quelli bilaterali, e strumenti pubblici, come gli investimenti sulla formazione e sulla scuola. Non si troveranno risposte immediate, ma si può superare la difficoltà espressa da un imprenditore». –

G. M.

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