Il Tirreno

Grosseto

le indagini 

Il cellulare acceso e le celle agganciate lontane da casa

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Il supplemento di indagine (privato) che verrà presentato alla Procura di Grosseto ruoterà in buona parte su due palesi incongruenze (la posizione della borsa e le celle agganciate dal cellulare che vi era all’interno tra il 21 e il 27 dicembre 2017) evidenziate dagli stessi inquirenti nella prima fase di indagine.

Il cellulare di Alda avrebbe agganciato fino al 20 la cella Vodafone in località Le Coste (tra Roccatederighi e Sassofortino), poi da quel momento non più. Il telefono di Alda si sarebbe “spostato” su altri ripetitori, quello di Braccagni e poi di Casotto Pescatori. L’architettura della rete telefonica permette di localizzare un cellulare offrendo un buon grado di approssimazione ed è per questo molto utilizzata dalle forze dell’ordine nel corso delle indagini investigative.

È possibile che dal punto in cui si trovava la borsa – all’interno della quale vi era il telefono cellulare di Alda – quest’ultimo squillando più volte in entrata, abbia potuto agganciarsi, tra il 21 e il 27 dicembre, al ripetitore di Braccagni e poi addirittura a un’altra installazione Vodafone vicino all’aeroporto militare di Grosseto? Perché non ha più “sentito” la vicina cella delle Coste, a Roccatederighi? Alda, a Natale del 2017, era già morta? G. B.

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