Via dall’aula 15 minuti prima per il bus Il problema mai risolto dei pendolari
Studenti fuori sede che frequentano le superiori nel capoluogo perdono ogni anno ore in classe per corse non compatibili
Schiena appoggiata alla ringhiera, capo chino, occhi fissi sullo smartphone. Sono passate da poco le 13 e c’è già un sacco di giovanissimi in attesa alla fermata del pullman in viale Sonnino. Pochi minuti e dalla Cittadella dello studente arriva un’orda di ragazzi e ragazze.
Gli autobus spuntano in fondo al viale, si fermano, inghiottono i passeggeri e partono per destinazioni lontane: Orbetello, Pitigliano, Manciano, Capalbio. La scena si ripete alle fermate all’interno della Cittadella, davanti all’Agrario e al liceo scientifico. E così in piazza De Maria e in viale Matteotti. Ragazzi e ragazze delle superiori che tornano a casa, a decine di chilometri di distanza, alla fine delle lezioni. Anzi, per la precisione non proprio alla fine, ma diversi – in alcuni casi – molti minuti prima.
C’è un esercito di studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Grosseto che ogni giorno esce prima di scuola per poter prendere il pullman e tornare nei paesi ai quattro angoli della provincia. Chi cinque, chi dieci, chi quindici minuti prima, ogni giorno, per tutto l’anno. Decine di ore di lezione perse, malumori degli insegnanti che hanno le ultime le ore, difficoltà a fissare prove scritte ora e – se non bastasse – ulteriore lavoro di controllo per insegnanti e dirigenti per scongiurare che qualcuno se ne approfitti. Un problema che si trascina da anni e che, da anni, non trova soluzione.
«Io sono dell’Iti e abito a Castiglione della Pescaia – racconta un ragazzo –. La scuola finisce alle 13,25, il pullman lo prendo in viale Sonnino vicino al ristorante Yellow. Passa alle 13,24 e un po’ ci metto ad arrivare alla fermata. Da noi tanti escono prima. In 5ª B solo in tre restano fino alla fine». L’amico che è con lui frequenta l’Agrario ed è diretto a Orbetello. Anche lui esce in anticipo rispetto alla campanella delle 13,35. L’autobus è comodo, passa sotto scuola, ma alle 13,25. E tanti, lui compreso, preferiscono arrivare alla più lontana fermata allo Yellow, «per esser sicuri di avere il posto a sedere. Sennò rischi di fare il viaggio in piedi, o che l’autista non ti faccia salire». Se perdi il bus l’attesa è infinita. Per Magliano, ad esempio, da viale Sonnino si va dalle 13,39 o 13,44 alle 18,18.
Il problema attanaglia soprattutto le scuole in cui le lezioni finiscono più tardi, come gli istituti tecnici e professionali (meno i licei). Ma non solo. «Il problema dei pendolari è grosso – spiega la dirigente scolastica dell’istituto agrario Leopoldo II di Lorena, Nunziata Squitieri – anche perché abbiamo indirizzi che non si trovano in altri istituti della provincia. Abbiamo quindi molti studenti da fuori Grosseto». «Tanti pendolari e con tante destinazioni diverse», spiega la professoressa Rossana Gaggioli, referente per la stampa del Leopoldo II di Lorena. La scuola è frequentata da poco meno di 600 studenti. «Che le linee siano insufficienti è un dato di fatto – prosegue Gaggioli _. Noi abbiamo problemi anche in entrata, con studenti da Ravi o Paganico che arrivano alle 8,15. In uscita l’orario è fino alle 12,55, ma ci sono classi con la sesta ora. Per non parlare del tempo prolungato per chi fa laboratorio». Insomma, tanti orari differenti per giorni, classi e indirizzi. «Va detto che comunque gli orari sono questi da sempre – precisa Gaggioli _. E anzi come scuola abbiamo anche dato la disponibilità a comunicare a Tiemme in anticipo il numero esatto dei pendolari con le loro destinazioni. A maggio c’è stato un incontro con Tiemme e la Provincia per vedere di migliorare il servizio, ma il problema rimane».
Da quell’incontro qualche miglioramento è arrivato. «Sono state messe linee in più – spiega la dirigente scolastica del Polo tecnologico Manetti Porciatti Antonella Baffetti. «Del resto la nostra è una provincia molto grande e le risorse finanziarie sono quelle che sono». Al Manetti Porciatti i pendolari sono tantissimi. «Oltre il 50% – spiega la preside – ma siamo fortunati perché vengono da posti in cui servizio è nella norma. Per il resto riusciamo a gestire le uscite adattando il nostro orario e tengo a dire che nella mia scuola i permessi di uscita anticipata sono tutti dentro il quarto d’ora». Quindici minuti che comunque non sono pochi. —
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