Invasione di colori in città tra bellezza e impegno Ecco “Urban art city”
L’arte di strada è tornata sui muri per indicare la direzione verso la Pinacoteca civica dove da sabato sono esposte tante opere d’arte dei writers
follonica. Sono tanti gli indizi che si trovano sui muri di Follonica e che conducono, più o meno celatamente, alla Pinacoteca civica dove da sabato sono esposti i lavori di Urban Art city, la mostra dedicata all’arte di strada. Ache77, Blub, Bue2530, Exit Enter, Fone, Guerrilla Spam, Höpnn, James Boy, Leonardo Borri, Mehstre, Mìles, Nian, Rikyboy, RMOGRL8120, Urto, Zed1, Zeus OczB: sono tanti gli artisti che hanno aderito al progetto curato da Sofia Bonacchi dell’associazione culturale “A Testa Alta” in collaborazione con la Street Level Gallery di Firenze.
Non poteva non succedere: l’arte di strada è tornata al suo elemento naturale, ritrovando sul muro lo spazio prediletto. Difficile riproporre questo tipo di arte all’interno del contesto museale e così, in occasione dell’allestimento della mostra, è stato facile appropriarsi anche dello spazio urbano circostante. «La Street Art una volta che ha operato nel complesso museale la si può ritrovare nel contesto urbano – piega Sofia Bonacchi – L’intento era proprio quello di chiedere agli artisti di comportarsi come meglio credevano e ognuno di loro ha scelto se e come operare». Così è stato e durante la ore notturne sui muri della città sono fioriti gli omaggi dei writer arrivati in larga parte da Firenze.
Sul lungomare di Follonica spiccano i lavori di Hopnn – artista urbano che da sempre dedica il suo lavoro a temi politico ecologici – con l’immancabile bicicletta rossa declinata in infiniti modi. Un lavoro particolare quello di Yuri, in arte Hopnn, che si completa con l’opera esposta in pinacoteca: «Hopnn ha deciso di portare la Street Art nel complesso museale in modo alternativo – dice la curatrice della mostra – in Pinacoteca si trova soltanto la cornice dei tre lavori che si ritrovano in strada. A prova di ciò abbiamo esposto una documentazione fotografica che permette alle persone di staccarsi dallo spazio espositivo per uscire e cercare i contributi lasciati in giro per la città». L’esperimento è riuscito perché in molti sui social si stanno divertendo a pubblicare le fotografie delle opere che via via vengono scovate sui muri di Follonica; segno che non manca l’attenzione verso questo tipo di arte non istituzionale e che sempre di più sta prendendo piede in molte città italiane. «Probabilmente anche le incursioni di questo inverno di Blub in diverse parti della città con i suoi quadretti sottomarini erano il frutto dei sopralluoghi fatti in vista di questa mostra – commenta l’assessora Barbara Catalani riferendosi ai tanti disegni apparsi nei mesi scorsi per le vie del centro – è bello rivedere in strada tutti i linguaggi che si leggono dentro alla pinacoteca. C’è della sensibilità dal punto di vista narrativo e qui l’artista mette in atto una ricucitura tra l’ambiente urbano e la propria intima visione». L’accoglienza di questa invasione di disegni è stata calorosa e l’attesa adesso è per i lavori che verranno fatti all’interno dell’ex Ilva: con i ragazzi delle scuole medie alcuni artisti esposti in mostra realizzeranno infatti delle opere che entreranno poi a far parte dello spazio pubblico della città. — G.S.
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