«Ho visto grossetane stravolgere il volto Parlavano lingue morte»
GROSSETO. Don Fabio Bertelli, classe 1964 (in foto nella pagina a fianco), insegna Teologia dogmatica all’istituto di scienze religiose di “Santa Caterina da Siena” di Firenze, ed è parroco della parrocchia di San Giuseppe a Grosseto. In via Portogallo ha introdotto l’incontro con il giornalista David Murgia. Pur non essendo esorcista, don Fabio ha assistito a due esorcismi con padre Mauro. «Due persone di Grosseto tra i 50 e i 60 anni», due storie diverse - racconta - tuttora seguite dalla Chiesa. «Una di queste ha una storia di povertà ed emarginazione umana. Entrambe le ho viste possedute da una forza virulenta e con esternazioni forti. La prima urlava forte, si dimenava, batteva pugni, aveva forme di rigidità tipiche delle dimensioni di possessione. Alcune scene filmiche, devo dire, non sono così lontane dal vero». I sintomi cui ha assistito? «Sicuramente il cambiamento della voce, lo stranire del volto che diventa scuro e muta i connotati. Poi risate potenti e una forte reazione all’acqua santa, stesso effetto che può fare lanciafiamme su una persona comune». Senza contare le lingue morte, altro segno inequivocabile – a detta della Chiesa – che dimostra una possessione demoniaca. «La persona posseduta parla in aramaico con una semplicità incredibile…», racconta don Fabio che ricorda come «l’esorcista leggendo il formulario alla persona posseduta le abbia chiesto il nome in aramaico, e “lui”, ovvero l’entità, ha risposto. Una delle cose più importanti dell’esorcismo è capire chi si ha davanti, chi è il demone: in quel modo puoi contrastarlo», dice don Franco Bertelli. — El. Gi.
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