Coreutico, la classe non si fa Gli alunni iscritti sono solo 3
Al liceo coreutico, nato due anni fa, si sono iscritti solo in tre: troppo pochi per poter formare una classe, che dunque non si farà.
Ogni ragazzo o ragazza ha un sogno nel cassetto: chi vuole diventare medico, chi ingegnere, avvocato, cuoco e chi ballerino. In genere per provare a coltivare un sogno basta iscriversi alla scuola in cui quel desiderio si può perfezionare per farlo diventare realtà. Per due ragazzi, uno di Grosseto e uno di Porto Santo Stefano, il sogno è ballare. Gabriele Fiori e Marian Ventura hanno nelle loro vene il sacro fuoco della danza. Ballano da quando sono piccoli. Amano a tal punto ballare che si sono iscritti al liceo coreutico di Grosseto. Anzi, ci hanno provato. Il loro sogno però si è infranto nei numeri. Le mamme di Gabriele e Marian sono arrabbiate. «Stanno negando il diritto allo studio ai nostri figli – dicono Nadia Cherubini e Simonetta Alocci – I nostri figli ballano. Sono fra i pochi maschi che hanno scelto di ballare con tutti i sacrifici che ha voluto dire per due ragazzini scegliere la danza piuttosto che il calcio o un altro sport».
Due ragazzi che nella danza trovano loro stessi, la capacità di esprimersi, di superare timidezze e incertezze. Danzare è la loro vita. Hanno dovuto sopportare prese in giro da parte di chi associa la danza solo all’essere di sesso femminile, ma hanno superato tutto. Ora che sono arrivati a un passo dal poter frequentare una scuola in cui poter mettere a frutto le loro capacità, sembra sia impossibile farlo. «I nostri figli hanno questa attitudine – dicono le due mamme – C’è chi ama l’italiano e va al classico, chi la matematica e va allo scientifico. Loro amano la danza ma a loro due viene negato di studiare la materia per cui sono portati». I genitori dei due ragazzi hanno chiesto di accorpare la classe dei tre a quella degli iscritti al liceo musicale e poi al momento della musica separarli: chi va a suonare e chi a ballare. Pare non sia possibile. «Io mio figlio non lo iscrivo a nessun altra scuola – dice Nadia – facciano cosa vogliono». «Dalla scuola ci hanno detto che non ci sono possibilità – aggiunge Simonetta – ma io come faccio ad iscriverlo al nautico o a un’altra scuola? Lui vuole fare il coreutico».
Le due mamme stanno lottando per cercare di mantenere una scuola voluta con forza anche da Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente della Provincia, al quale si sono appellate. «L’apertura della sezione coreutica del Liceo musicale e coreutico è stato il risultato di una vera e propria battaglia – dice Vivarelli Colonna – che ha visto coinvolte la politica, la scuola e la cittadinanza al solo scopo di offrire un’ulteriore opportunità formativa ai giovani che rappresentano il nostro presente e futuro. Purtroppo, i pochissimi iscritti non permettono l’attivazione del primo anno di un corso di formazione la cui competenza è solo della Regione. Incontrerò i genitori per spiegare loro che la Provincia non può fare nulla se non constatare che il territorio non ha risposto positivamente all’offerta formativa». —
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