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Sarebbero diventati cibo per serpenti Venti topolini nel rifugio degli animali
Arrivano le prime donazioni in favore della Onlus: verranno utilizzate per acquistare il mangiare e per pagare le cure
Gli ultimi arrivati sono una ventina di topolini, che sarebbero diventati cibo per serpenti. È stata la Lega anti caccia a scoprire quella “partita” di bocconcini considerati prelibati per i rettili che vivono in casa accolti come animali domestici e a liberarli da un destino che sembrava ormai essere segnato. Ora sono nel rifugio degli animali maltratti a Grancia, il regno creato da Luigi De Vicienti insieme alla moglie Serena Arrigucci che conta ormai più di settecento ospiti delle razze più disparate. «Abbiamo dovuto separare i maschi dalle femmine - spiega Serena - perché sono molti prolifici. Ma sono anche tanto piccini ed è difficile riconoscerne il sesso. È possibile che ne nascano altri».
La onlus “Proteggiamo i nostri amici animali in Maremma” non è più solo un’utopia. Grazie al lavoro quotidiano di Gigi e Serena insieme a quattro volontari, quello che era un piccolo rifugio sta diventando un vero e proprio centro dove vengono accolti animali liberati dagli Enti e dalle associazioni. In quell’appezzamento di terreno che guarda da lontano la città e i suoi palazzi, dove la vita scorre seguendo solo i ritmi della natura, ci sono gli irsuti liberati dalle riserve di caccia, un toro che era stato tenuto legato con una catena per mesi e mesi, cavalli che sarebbero finiti al macello, lama, tacchini, volpi, struzzi e chi più ne ha più ne metta. «Presto ci arriveranno anche una trentina di visoni - dice ancora Serena - che sarebbero stati uccisi e scuoiati per diventare pellicce».
La onlus è nata proprio per sostenere il lavoro di Gigi, proprietario dell’area di servizio alle Quattro strade e quello di Serena e dei volontari che ogni giorno si prendono cura degli animali che accolgono in Grancia. «Gli animali però mangiano ogni giorno - dice Serena - e hanno bisogno di cure. Spendiamo in media 150mila euro all’anno soltanto per dare loro il cibo. Per questo abbiamo fondato la onlus e dato il via alle sottoscrizioni». Ogni contributo è importante. «Lo dico sempre e mi piace ripeterlo - spiega Serena - Se ognuno di noi mette anche solo un centesimo, può partecipare a fare qualcosa di davvero importante».
Sono tanti gli Enti e le associazioni che hanno scelto il paradiso alle porte di Grosseto per dare una casa agli animali sequestrati: la Lac, la Regione toscana, l’Asl del Lazio, solo per citarne alcune. «Ma i finanziamenti non ci sono - aggiunge la donna - e siamo costretti ad appellarci al buon cuore di tutti. Ad oggi abbiamo ricevuto tre donazioni e ovviamente non possiamo fare altro che ringraziare chi ci ha dato una mano».
Chi volesse sostenere la onlus che si prende cura degli animali, può farlo utilizzando il conto corrente intestato a Serena Arrigucci (Iban IT37R0885172321000000204853) oppure portando direttamente il cibo al rifugio. —
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