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Dopo anni di abbandono La Rotonda volta pagina

Gabriele Baldanzi
Dopo anni di abbandono La Rotonda volta pagina

L’asta giudiziale è andata a buon fine e ora l’edificio ha un nuovo proprietario. Che promette: «Nessuna speculazione, ridarò vita a questo fabbricato storico»

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MARINA DI GROSSETO. Il forte vento di Maestrale di metà febbraio ha scoperto, per l’ennesima volta, lo scheletro di cemento de La Rotonda di Marina di Grosseto, facendo cadere il telo (sponsorizzato Maremà) che ne copriva la struttura. Nel fine settimana abbandono e fatiscenze hanno di nuovo offeso gli sguardi dei passanti. Stavolta, però, sotto alla copertura, gli abitanti di Marina hanno trovato una bella sorpresa: un nuovo proprietario, un nome noto. E con esso la speranza concreta, sul breve periodo, di un recupero dell’immobile, appartenuto per decenni alla società Area Invest, prima che venisse pignorato e finisse all’incanto.

L’ufficio delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Grosseto ha aggiudicato all’asta, a settembre dell’anno scorso, il fabbricato più glorioso e famoso di Marina di Grosseto, in via XXIV Maggio: 155mila euro la cifra versata da un imprenditore, che ieri Il Tirreno ha rintracciato.

Vuole restare nell’anonimato, perché proprio in questi giorni vengono perfezionati gli atti che fissano il trasferimento della proprietà ed entro marzo dovrebbe costituirsi la cordata che progetterà e realizzerà i lavori di recupero. A quel punto uscirà allo scoperto.

Una bella notizia, che fino a oggi era rimasta sospesa nel chiacchiericcio degli addetti ai lavori, confinata alla piccola comunità di Marina di Grosseto. Adesso è ufficiale.

Così come è confermata la buona volontà di chi ha acquisito il bene, attraverso il dottor Alessandro Salvini, commercialista, custode giudiziario e addetto alla vendita.

«Confermo – dichiara al telefono il neoproprietario, che opera nel settore immobiliare – di aver comprato all’asta La Rotonda, ma chiedo ancora un po’ di tempo prima di uscire allo scoperto. Lavoro su Marina da 42 anni, ne conosco le dinamiche… Mi sta a cuore che l’operazione abbia il miglior esito possibile. Posso rassicurare la comunità che non c’è dietro alcuna idea speculativa. Terremo conto dei paletti fissati dalla Soprintendenza e concorderemo con l’amministrazione comunale il miglior percorso per ridare vita all’immobile. Ho piena consapevolezza di cosa significa quel fabbricato per i cittadini di Marina, per i grossetani, per i tanti turisti che ancora se lo ricordano nel massimo del suo splendore».

Nei mesi scorsi, sul futuro de La Rotonda si era espressa anche la politica. L’ex vicesindaco Paolo Borghi aveva chiesto al primo cittadino di Grosseto di partecipare all’asta con le risorse provenienti dall’imposta di soggiorno, «per riportare a un pubblico utilizzo una struttura storica, un luogo di aggregazione per il paese, ma sopratutto per riqualificare un’area che da anni costituisce una ferita al tessuto urbano e un limite alla crescita e allo sviluppo turistico della località balneare».

Oggetto di promesse elettorali, di progetti abortiti, pessimo biglietto da visita offerto sulla passeggiata, La Rotonda è un simbolo prima ancora di un edificio. Vincolata dalla Soprintendenza, pare che la si potrà solo ristrutturare senza snaturarla, non raderla al suolo.

Maurizio Biancotti, presidente della Pro Loco e che ha un’immobiliare con vista sull’ex Rotonda, scrisse anni fa, di suo pugno, accogliendo il sollecito di comitati e cittadini, una lettera-proposta che consegnò a tutti i candidati a sindaco per Grosseto. Anche lui chiedeva uno sforzo del Comune e un successivo uso pubblico. È andata diversamente. L’immobile avrà (anzi, manterrà) una destinazione “commerciale”. Il progetto verrà messo a punto e dettagliato nei prossimi mesi. —
 

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