Gigino il cinghialino superstar della cena per gli amici animali
Sabato sera al ristorante Da Gigi la sfida per eleggere il quattro zampe più simpatico e la raccolta di fondi per la onlus
GROSSETO. La guest star della serata, nemmeno a dirlo, sarà Gigino il cinghialino, ormai diventato il simbolo della battaglia che la onlus fondata da Luigi De Vicienti e Serena Arrigucci sta portando avanti a Grancia: quella di dare un rifugio agli animali maltrattati, che arrivano da mezza Italia. La coppia, che ha messo su un’oasi felice dove sono accolti oggi 642 animali, ha organizzato sabato sera una cena di beneficenza per sostenere la onlus “Proteggiamo i nostri amici animali in Maremma”. La cena è in programma al ristorante pizzeria Gigi, in via Scansanese 105 a Grosseto alle 20. Durante la serata ci sarà anche una passerella per gli amici a quattro zampe e la giuria premierà i più simpatici scelti tra tre diverse categorie: “Piccole pesti”, “Best cocktail” e “Arzilli vecchietti”. La prenotazione è obbligatoria al numero 338/2393218. La cena è stata organizzata per sostenere le onlus che si prende cura degli animali che hanno trovato una casa a Grancia, accolti dall’amore di Serena e Gigi e l’intero ricavato della serata sarà devoluto all’associazione.
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È un regno quello di Grancia per gli animali che rischiavano il macello o che venivano maltrattati. Ci sono maialini vietnamiti, cinghiali, pony e cavalli. Ci sono mucche, tori, asini e daini ma anche due esemplari di lama, pavoni e struzzi. Uccellini e una volpe cieca e un po’ ritardata che qui sta bene e si diverte: il rifugio degli animali maltrattati è nato tre anni fa quando l’uomo, gestore della stazione di servizio della Esso alle Quattro strade ha creato i primi box su un appezzamento di terreno che aveva acquistato in località Grancia, a pochi chilometri dalla città. Cinque ettari in aperta campagna, su un poggio che guarda da lontano Grosseto, i suoi palazzi, e la quattro corsie.
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È qui che arrivano gli animali vittime di maltrattamenti, sequestrati dalle guardie venatorie, portati in salvo dalle associazioni animaliste e dai carabinieri forestali vengono accolti. È successo con l’Asl del Lazio, con le guardie della Lega anti caccia, con la Regione e con le associazioni animaliste. Ora c’è bisogno che qualcuno aiuti la coppia che ha creato quest’oasi, a sfamare gli animali: è possibile farlo con una donazione sul conto intestato alla donna (Iban IT37R0885172321000000204853) oppure portando direttamente il cibo al rifugio.
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