Mangiare con gusto all’ombra del Taj Mahal a due passi dal centro
grosseto. Una volta seduti, niente sarà più come prima. Succederà, se vi capiterà di varcare la porta del ristorante The Taj che ha aperto i battenti da pochi mesi in via Oberdan. A fare gli onori di casa c’è Md Shaiekh Sagar che dopo aver viaggiato per mezz’Europa dove si è sempre occupato della diffusione della cucina indiana, è approdato a Grosseto. «Qui vive da tempo parte della mia famiglia - racconta - ci sono mio zio, il fratello di mio nonno, i miei nipotini, mio cugino. Fino a poco tempo fa vivevo a Londra, poi ho deciso di raggiungere i miei parenti». Una volta arrivato a Grosseto, il ventottenne di origini bengalesi, ha deciso di rimboccarsi le maniche e aprire un ristorante tutto suo. «C’è voluto tempo - spiega - perché tutto l’arredamento l’ho fatto arrivare dal Bangladesh per rendere l’atmosfera il più possibile uguale a quella dei locali del mio paese d’origine». E infatti, dietro al bancone, c’è l’immagine del Taj Mahal. La cucina che si può gustare al The Taj è quella tradizionale indiana, mitigata leggermente, per quanto riguarda le speziature, dal gusto bengalese. Un mix che piace e che ha fatto riscoprire ai tanti grossetani che hanno prenotato un tavolo e che hanno ordinato antipasti, primi, secondi e dolci, una tradizione che viene da lontano e che il giovane Sagar ha voluto mantenere intatta. «I piatti vengono preparati così come faceva la nostra nonna - racconta - utilizzando strumenti originali e seguendo le ricette tradizionali». In cucina ci sono tutti collaboratori bengalesi, che si danno da fare per portare in tavola sommossa, tikki, primi Biryani e curry, riso per tutti i palati, accompagnati da salse, carne di pollo e agnello, pesce e un trionfo di verdure. Tanti alimenti vengono importati direttamente dall’Oriente per permettere a chi sceglie il The Taj di assaporare gusti e sapori lontani.
I grossetani hanno risposto con entusiasmo alla novità firmata da Shaiekh Sagar: ad abituare i palati alle spezie era stato Nanny, che aveva aperto il primo ristorante indiano in città. «Era in piazza de Maria - dice Shaiekh - ma ha chiuso quasi vent’anni fa, dopo la sua morte».
Ora un angolo d’Oriente è spuntato di nuovo, questa volta in via Oberdan dove il giovane, che nel suo Paese d’origine ha circa duemila parenti e un’azienda che si occupa di noleggio dei pullman, ha deciso di far sperimentare una cucina diversa da quella maremmana. Che ha già conquistato il cuore di molti grossetani. — F.G.
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