Italia
Conto prosciugato all’anziana zia: i nipoti sono sotto processo
magliano in toscana. Il vaso di Pandora, secondo l’accusa, è stato scoperchiato all’inizio del 2015. È stata la badante della signora a scoprire che sul conto corrente dell’anziana della quale si prendeva cura non era rimasto un soldo: si era recata in banca, così come già aveva fatto altre volte, e si sentì rispondere dall’impiegato che le risorse erano terminate.
È stato in questo modo che l’intestataria del conto, all’epoca 86enne, ha scoperto che buona fetta dei risparmi accumulati nel corso di una vita, circa 245mila euro, erano spariti. Almeno questo riporta la denuncia da cui è nato il processo per appropriazione indebita che riguarda buona fetta di questa famiglia di Magliano in Toscana, in cui sono imputati un suo nipote Fosco Calamassi e sua moglie Nadia Mazzuoli e in cui si sono costituiti parte civile altri quattro parenti con l’avvocato Francesco Paolo Giambrone. Prelievi di poche centinaia di euro ma anche da 20-30mila euro. La nipote aveva la delega fiduciaria della donna, deceduta due anni fa, sul conto corrente. «Dicevano che le spese erano tante, tra badante, alimenti e cose simili, ma quella era un’emorragia», ha detto nell’ultima udienza un nipote della signora, chiamato a testimoniare dal pm onorario Alessandro Bonasera. «La zia si sentiva tradita dopo il 2015», ha continuato, raccontando il periodo seguito alla scoperta della sparizione dei risparmi. «Quando la signora chiese spiegazioni, la moglie del nipote la tranquillizzò dicendo che i soldi c’erano», ha spiegato poi la badante dal banco dei testimoni.
Le difese, rappresentate da Carlo Valle e Luciano Giorgi rispettivamente per Calamassi e Mazzuoli, hanno chiesto tutta la documentazione bancaria, insieme a fatture e prove di acquisto di materiali sanitari che gli imputati avrebbero preso proprio per badare all’anziana. Ed è proprio su queste carte che si giocherà il processo che riprenderà ad aprile di fronte al giudice Adolfo Di Zenzo. — A.F.
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