Il Tirreno

Grosseto

le associazioni di categoria 

Preoccupazione per il prezzo Oggi la firma dell’accordo

F. B.

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grosseto. Nel bel mezzo della protesta dei pastori, le associazioni di categoria Cia e Coldiretti, tenute alla larga dalla piazza grossetana dagli allevatori che vogliono fare da sé, senza interferenze politiche e dei patronati, rispondono con la «solidarietà ai pastori sardi e preoccupazione per ripercussioni prezzo del latte in Toscana» e annunciano per oggi, la firma del protocollo di filiera latte ovino fra la Regione Toscana e le associazioni agricole e di prodotto, per “governare” il prezzo del latte. In particolare il presidente Cia Toscana Luca Brunelli, spiega: «Necessario garantire l’impegno dei trasformatori a ritirare tutta la produzione toscana e a non abbassare il prezzo di acquisto del latte rispetto al 2018». Si chiede anche la costituzione di un tavolo di filiera, già accordato dallo stesso ministro Centinaio per il 21 febbraio, per coordinare gli interventi. Cosa chiede invece la Cia?. «Per quanto riguarda il protocollo da sottoscrivere oggi – sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – è necessario garantire l’impegno dei trasformatori a ritirare tutta la produzione toscana e a non abbassare il prezzo di acquisto del latte rispetto al 2018. Sviluppare quindi la progettualità di filiera per remunerare adeguatamente il latte alla stalla e per valorizzare l’intera produzione casearia derivante con latte toscano (anche i formaggi freschi). Inoltre – aggiunge Brunelli – implementare il disciplinare di produzione del Pecorino Dop Toscano ricomprendendo anche i formaggi non stagionati». Anche Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana, «a fianco dei pastori sardi» contro un «cartello» di industrie casearie che sta costringendo alla chiusura 12mila allevamenti di pecore in Sardegna, dove si produce circa il 97% del pecorino romano Dop, e presente alla manifestazione tenuta il 12 febbraio davanti a piazza Montecitorio a Roma. «La nostra presenza oggi a Roma, oltre ad esprimere solidarietà nei confronti dei pastori sardi, evidenzia lo stretto legame tra la pastorizia dell’isola e quella toscana – ha detto Filippi – per cui la crisi si abbatte sul comparto mettendo a rischio il futuro di tutto l’allevamento ovino italiano. Vanno nel senso giusto i primi interventi previsti a livello regionale toscano che puntualizzeremo con la firma del protocollo, ma sono necessari altri provvedimenti e risorse se vogliamo creare solidità strutturale al comparto».

È a rischio – puntualizza la Coldiretti – un settore di eccellenza del made in Italy agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori. «Il comportamento delle industrie alimentari – prosegue la Coldiretti – offende la dignità dei pastori sardi ed è contro le norme sulla concorrenza. Non sono veri imprenditori quegli industriali che scaricano i costi della loro incapacità di vendere il pecorino sull’anello più debole, i pastori». — F. B.

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