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La città piange Maurizio Santini decine di negozi chiusi per lutto

Elisabetta Giorgi
La città piange Maurizio Santini decine di negozi chiusi per lutto

Il titolare della boutique di corso Carducci muore per una malattia fulminante Grande tifoso, negli anni ’90 aiutò il Grifone. La famiglia ringrazia i commercianti

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GROSSETO. Le luci sono state spente, le porte chiuse a chiave. In segno di lutto e d’affetto, ieri alle 18 decine di negozianti del centro storico hanno calato per 5 minuti le saracinesche. Hanno voluto ricordare in questo modo Maurizio Santini, notissimo commerciante grossetano titolare della grande boutique Santini nel cuore del centro storico - in corso Carducci 10 - morto per una malattia lunedì mattina a 71 anni.

Malattia fulminante

Santini ha contratto una malattia auto-immune, fulminante. «Da ottobre-novembre – racconta la nipote Carlotta Ciacci addolorata – si era consumato». Di recente s’era aggravato e due giorni fa la situazione è precipitata. La morte è sopraggiunta in ospedale. Ieri mattina alle 11 si è celebrato il funerale a Sterpeto, la salma è stata poi cremata a Livorno. L’imprenditore lascia la moglie Paola Cambi e i tre figli Francesco (che vive e lavora all’estero), Alessandra (che lavora in negozio) e Virginia. Dagli anni ’80 Maurizio gestiva l’azienda con la sorella Roberta, cui era legato da un affetto più che profondo. A lanciare l’idea delle saracinesche calate, ben accolta da tutti, è stato ieri il Ccn del centro storico.

Il senso della famiglia

Uomo di spicco nel mondo del commercio e nello sport, Santini è stato un punto di riferimento per il commercio grossetano. Il suo nome è diventato con il tempo quasi un “marchio di fabbrica”, sinonimo di livello e qualità. Suo (e della famiglia) il salone d’alta moda dedicato all’abbigliamento maschile e femminile. E suo anche l’altro negozio (sempre in corso Carducci, oggi in chiusura dopo le liquidazioni) dedicato a scarpe e borse. A unire Maurizio con la sorella Roberta è stata sempre una notevole simbiosi affettivo/professionale, tramandata da generazioni e proseguita in negozio con le figlie di Maurizio e Roberta (Alessandra e Carlotta). La famiglia è sempre stata un collante formidabile, per i Santini. A fondare l’attività nel 1947 furono i genitori Maria Luisa Molendi – morta a 90 anni nel dicembre 2017 – e Sirio Santini, che aveva La bottega del bottone. Appena nata, la boutique ebbe subito successo. All’epoca sorgeva in piazza Dante sotto i portici (nel fondo occupato in tempi recenti da una gioielleria e ora sfitto).

I figli Maurizio e Roberta iniziarono subito a dar man forte ai genitori, imprimendo una bella marcia imprenditoriale. La famiglia trasferì poi l’attività in corso Carducci: la prima sede sul corso fu al numero 28 (diventato poi il negozio di scarpe e borse), ma nel 2000 fu aperta anche la sede più grande in corso Carducci 10, che è tuttora la boutique principale e uno dei negozi più famosi del capoluogo (il 23 febbraio le attività saranno accorpate nell’unico fondo principale al numero 10 e il negozio al numero 28 sarà chiuso).

Maurizio e Roberta hanno lavorato per decenni insieme, con passione. «Siamo sempre stati molto uniti», racconta lei spiegando d’aver sempre gestito la parte al pubblico, con vendite e acquisti, mentre lui la parte più amministrativa. «Faceva lo stratega...».

Lo sport

Da sempre tifoso del Grifone, Maurizio Santini fu chiamato nell’estate 1995 dal sindaco Loriano Valentini a dare un mano per evitare il fallimento dell’Us Grosseto dopo l’improvvisa fuga della famiglia Anzidei all’indomani della promozione in serie C2. Nel maggio 1996 Santini fondò, insieme a Franco Maria Moretti, a Stefano Osti e a Gianni Baldi la Finsport che qualche mese dopo acquisì il 100% delle quote della società biancorossa, che grazie a loro ritrovò tranquillità e certezza economica. Con Moretti, Maurizio Santini è rimasto all’interno dell’Unione sportiva anche dopo l’arrivo del “Comandante” Piero Camilli nell’estate del 2000. Uscì di scena qualche stagione dopo aver ceduto le quote personali.

negozi chiusi PER LUTTO

Ieri alle 18 i negozi del centro storico sono rimasti chiusi 5 minuti in segno di lutto. «Come Ccn - dice Vincenzo De Sapio - volevamo fare qualcosa per mostrare vicinanza e dolore alla famiglia e abbiamo proposto di spegnere le luci dei negozi e chiudere le porte. Un segno di affetto e stima nei confronti di questo imprenditore che ha fatto tanto per il centro storico». Coinvolte nell’iniziativa Confcommercio e Confesercenti. Hanno aderito le attività commerciali al completo. La boutique Santini alle 16 ha riaperto i battenti dopo essere stata chiusa lunedì e martedì mattina, ma alle 18 ha calato anch’essa le saracinesche per 5 minuti, come gli altri. A quell’ora il centro storico si è rabbuiato. «Voglio ringraziare a nome di tutta la mia famiglia tutti i commercianti che hanno fatto questo gesto - dice Carlotta Ciacci - Ci siamo emozionati e commossi. Grazie a tutti con il cuore: mio zio sarebbe stato contento». —

Elisabetta Giorgi



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