Il Tirreno

Grosseto

È guerra tra gli allevatori: «La politica resti fuori»

Fiora Bonelli
È guerra tra gli allevatori: «La politica resti fuori»

Martedì la manifestazione non autorizzata in piazza, giovedì quella del Comitato. Al blitz in città c’è anche chi cerca di ricucire lo strappo e richiama all’unità

3 MINUTI DI LETTURA





Bidoni di latte schierati come baionette sul ciglio delle piazze: è la battaglia dei pastori sulle strade di Grosseto contro il prezzo del latte ai minimi storici. Ma è anche la guerra fra pastori che serpeggia insidiosa, anche se sono in molti a fare appello all’unità. Dopo l’eco della ribellione degli allevatori arrivata dalla Sardegna, il Comitato pastori d’Italia ha dato fiato alle trombe, chiamando a raccolta tutti per una grande manifestazione a Grosseto giovedì 14. Ma subito è scoppiata una fronda. O forse nemmeno una fronda è stata. Soltanto che un’onda di giovani che ha seguito il tam tam della Sardegna, è partita prima del Comitato.

C’è chi ha manifestato martedì e chi invece lo farà domani, giovedì, rovesciando sull’asfalto litri e litri di latte di pecora e di capra. I “frondisti” che vedono come fumo negli occhi politici e associazioni si sono dati appuntamento in piazza Barzanti a Grosseto e hanno riversato per terra centinaia di litri di latte. Ma le due manifestazioni non sono blindate. Infatti c’è chi sarà presente a entrambe. «Lo buttiamo, piuttosto che regalarlo ai grossisti», dicono tutti. Perché se tutti sono d’accordo sul perché occorre protestare in maniera plateale, l’accordo non c’è sul piano ideologico.

Il gruppo che è partito per primo, ieri, si chiama fuori da ogni connotazione politica che la manifestazione di domani potrebbe avere. Ma il Comitato Pastori d’Italia guidato da Mirella Pastorelli nega nel modo più assoluto questa eventualità. «Siamo senza bandiere partitiche – sbotta Pastorelli – nel corteo avremo la nostra bandiera del Comitato Pastori d’Italia e basta. Non ci sono politici, non ci sono associazioni di categoria. Non li vogliamo proprio. È la bandiera del nostro Comitato quella che come sempre sarà la bandiera di tutti indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno che sono le più diverse». Chi però ha organizzato la manifestazione, non la pensa proprio così e per questo sono andati a protestare in piazza Barzanti due giorni prima di giovedì. Un tam tam arrivato dalla Sardegna e che si è moltiplicato sui social e poi sfociato nella piazza grossetana, senza autorizzazioni, senza preavviso. Esattamente il contrario della giornata di domani, con l’autorizzazione del questore e addirittura la solidarietà della Prefetta.

Ma su questa manifestazione “clonata”, molti pastori gettano acqua sul fuoco: «Tutti uniti per ottenere lo stesso risultato – dice Giacomo Franceschelli che ha partecipato sia alla manifestazione di ieri e che sarà anche a quella di domani – se vado a una manifestazione che riguarda un interesse collettivo, non vado certo a dissociarmi da un’altra con lo stesso obiettivo. Se ci dividiamo vincono i politici e le associazioni che ci hanno rappresentato finora senza ottenere nulla».

Per domani è tutto pronto: alle 11,30, gli allevatori si troveranno al parcheggio degli Arcieri e poi in corteo per via Porciatti e via Fallaci, in piazza della Vasca, spiegheranno i motivi della protesta e consegneranno alla Prefetta un documento che sarà subito inviato ai Ministeri competenti. Poi il latte sarà sparso a terra per far comprendere a tutti il dramma dei pastori. Intanto altre manifestazioni si stanno preparando per altre piazze toscane: «A macchia d’olio – dicono – anzi, a macchia di latte». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web