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Verso il terzo polo elettorale De Luca ha in mente una lista

Giulia Sili
Verso il terzo polo elettorale De Luca ha in mente una lista

«Né di destra né di sinistra, potrei mettermi a disposizione per il programma» Con Aquino attacco sulla gestione del Teatro Leopolda: «Costa troppo» 

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Ad oggi non c’è nulla di definito ma la presenza del terzo polo alle amministrative di Follonica potrebbe presto essere una realtà.

Il presidente del consiglio Francesco De Luca, già capogruppo Pd nella precedente legislatura, ormai da tempo si è staccato dalla maggioranza in consiglio rappresentando di fatto, insieme al socialista Francesco Aquino, un franco tiratore. Proprio De Luca potrebbe essere per Follonica la terza alternativa «né di destra né di sinistra – dice – perché quella che ho in mente è una lista per la città con programma e idee giovani e spendibili. Solo in questo caso potrei mettermi a disposizione per un eventuale programma, ma ancora non c’è nulla di concreto e definito».

Da mesi ormai De Luca e Aquino non nascondono idee discordanti rispetto a quelle della maggioranza guidata dal sindaco Andrea Benini e, avvicinandosi alla scadenza delle elezioni amministrative, le stoccate arrivano sempre di più ad intervalli regolari, a dimostrazione che la volontà di andare avanti, ma evidentemente in altra direzione, c’è, eccome. L’ultima critica alla giunta riguarda la gestione del teatro Fonderia Leopolda: «Qualità e quantità non sempre coincidono – dicono i due consiglieri – soprattutto quando si parla di soldi pubblici. Il costo del teatro Leopolda (direttore artistico, agenzia che sbriga le pratiche, utenze del teatro e costi vari) supera annualmente la quota di 200 mila euro. Ciò significa che per mandare avanti la baracca si spende quasi un milione di euro in cinque anni. Tra l’altro, se si legge la delibera di affidamento dell’incarico all’agenzia che si occupa dei servizi al teatro, scopriamo che i biglietti o gli abbonamenti che gli spettatori pagano non vanno, come buonsenso vorrebbe, al Comune, a compensazione dei costi dell’immobile, ma all’agenzia stessa che organizza i servizi, che viene già lautamente pagata».

De Luca e Aquino fanno notare come «teatri di quelle dimensioni costino ai Comuni meno di un quarto di quello follonichese a parità di offerta culturale», e chiedono al sindaco e alla giunta di «ridurre gli eccessivi stanziamenti per la gestione del teatro per reinvestirle in altre, e più necessarie finalità pubbliche, per esempio l’apertura di un front office per il lavoro dei giovani».

Questa richiesta arriva dopo quella fatta per lasciare aperta la biblioteca il sabato mattina e Aquino spiega così questo rinnovato interesse politico dopo cinque anni piuttosto tranquilli: «Non sto pensando ad una ricandidatura – dice – lavoro fuori e vorrei finire di dare il mio contributo. Arrivato però alla fine di questo percorso mi sembra giusto dire quello che penso, ovvero quello che più volte si è detto a livello interno e che prima non è mai stato ascoltato». —



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