Il presidio
Abusi al Tuscany bay il Comune valuta se demolire o meno
ORBETELLO. Potrebbero rimanere al proprio posto, «per interesse pubblico», le opere abusive realizzate nel Tuscany Bay.
L’ex colonia marina di Giannella - che è tornata nella disponibilità del Comune di Orbetello - è al centro di un bando pubblico che la vedrà assegnata per un anno, o più precisamente per una stagione, fino al 31 ottobre. La scadenza della gara era prevista per ieri ma è stata prorogata di una settimana: fino al 18 febbraio. Su parte della struttura sono state però eseguite opere edilizie abusive che non ne consentono l’utilizzo da parte di chi si aggiudicherà il bando di gara.
Chi è interessato alla concessione, durante i sopralluoghi, ha chiesto al funzionario comunale una precisa risposta sul divieto di utilizzo delle superfici oggetto di provvedimento amministrativo di demolizione e “rimessa in pristino”. In particolare – come si legge sul sito del Comune – è stato richiesto di specificare data la diversa proprietà (Demanio marittimo per la tettoia sopra la piattaforma adiacente al lato nord del fabbricato ristorante, e Comune per la veranda adiacente al lato sud) «in cosa consista il divieto di utilizzo. È stato richiesto poi che cosa si intenda per utilizzo ovvero se comprende anche il semplice passaggio».
La risposta riportata sul sito è stata data dal dirigente all’urbanistica, l’architetto Massimo Sabatino. «La tettoia sul fronte mare e quella posta sull’ingresso nel retro - dice il Comune (testo completo sul siuto) - possono essere utilizzate come spazio di passaggio, in quanto ambiti di accesso obbligati tra l’interno e l’esterno del fabbricato». Inoltre – riporta sempre il dirigente – «dato che l’ordine di demolizione delle tettoie risalente a maggio dello scorso anno non è stato eseguito dall’interessato – la Tuscany bay srl – e dato atto che lo stesso non ha proposto ricorso amministrativo contro l’ordine di demolizione e rimessa in pristino, sono in corso da parte del settore Urbanistica le procedure amministrative per valutare l’esistenza del prevalente interesse pubblico per la conservazione dell’opera nello stato in cui si trova». Ovvero comprensiva degli abusi, dopo che sia accertato che non contrastino con interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico. «Il procedimento – si legge infine – potrà comprendere anche il mantenimento delle opere interne realizzate in assenza di comunicazione inizio lavori»: è prevista «sanzione pecuniaria al posto della rimessa in pristino». — I.A.
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