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La laguna è un caso nazionale per la plastica finita in acqua

Ivana Agostini
La laguna è un caso nazionale per la plastica finita in acqua

I sacchetti, i piatti e altri rifiuti del mercato “protagonisti” dello spot Clean Sea Life Minucci: «Vincoli della Soprintendenza vietano di posizionare reti sulla soglia» 

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Sacchetti di plastica, piatti e altri rifiuti che galleggiano nelle acque limpide della laguna di Orbetello. In sottofondo i gabbiani e l’inquadratura che si sposta per far ammirare un panorama unico. Così è apparsa la laguna in un video postato sul sito di Clean Sea Life, (progetto europeo finanziato dal programma Life dell’Unione Europea, che ha come obiettivo quello di accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini) per il 48º anniversario delle zone umide.

Le immagini di ciò che accade ogni sabato a Orbetello ora sono visibili da chiunque acceda al sito o alla pagina Facebook di Clean Sea Life. Una situazione che si ripete da anni al mercato settimanale di Orbetello che si svolge alla Spiaggetta a due passi dalla laguna. Qui il vento fa finire in acqua tanti rifiuti che poi la corrente porta sulle sponde della Feniglia. Sotto il video un commento: «È la giornata mondiale delle zone umide, ecosistemi preziosi e ricchi di vita e a volte di plastica quando sono inserite in un contesto urbano. Il mare inizia da qui, abbiamone cura».

Eleonora de Sabata, di Clean Sea Life, risponde sul perché della scelta. «Non c’è nessun intento polemico – spiega – Io sono molto affezionata a quella zona conoscendola benissimo. Quel mercato lo frequento anche. Abbiamo scelto di far vedere cosa succede solo per sensibilizzare. Ognuno deve fare la sua parte: gli amministratori, i cittadini e anche gli operatori del mercato».

Il problema dei rifiuti in laguna va avanti da tempo. Mesi fa il Comune di Orbetello aveva pensato di mettere delle reti in laguna che fermassero i rifiuti. Una scelta che però non è andata in porto a causa – dice l’assessore all’ambiente Luca Minucci – «dei costi troppo elevati che ci hanno fatto abbandonare quella strada». Il Comune ha intanto potenziato il servizio di vigilanza da parte della polizia locale che controlla il comportamento degli operatori del mercato.

La scelta della rete in laguna era dettata dal non voler realizzare opere che gravassero sulla soglia “storica” e vincolata «sulla quale - dice Minucci - non può essere posizionato nulla a causa del vincolo previsto dalla Soprintendenza. Al momento il Comune ha un progettino che prevede l’installazione di una rete su una parte non vincolata della pavimentazione. Dobbiamo però fare indagini di mercato per affidare il servizio».

I tempi perché il problema dei rifiuti in laguna possa essere risolto non sono chiari. Gli uffici sono impegnati in molti bandi e dare date certe di attuazione del servizio non è possibile. Nelle scorse settimane anche il Wwf aveva chiesto lumi all’assessore per capire a che punto fosse la soluzione della vicenda. I sacchetti di plastica che finiscono in laguna e il resto del materiale viene ripulito in occasione delle varie pulizie delle sponde della laguna che vengono organizzate dalle associazioni locali». —

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