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Grosseto

le civiche di maremma 

L’appoggio M5S contro l’accentramento della Regione

G. B.
L’appoggio M5S contro l’accentramento della Regione

Cinque nomi da eleggere per rilanciare le competenze e le attività dell’Ente “svuotato” dal decreto Delrio: sanità, trasporti e rifiuti al primo posto

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GROSSETO. Rinaldo Carlicchi e Francesca Pepi di Grosseto, Filippo Lombardelli di Pitigliano, Lorella Tronchi di Magliano in Toscana e Giovanni Barbagli di Cinigiano sono i cinque candidati della lista Civiche di Maremma, che domenica si presenta alle elezioni provinciali di secondo livello, con l’appoggio del Movimento 5 Stelle del capoluogo.

I cinque candidati hanno sottoscritto un impegno programmatico per la gestione e il rilancio delle attività e delle competenze di Palazzo Aldobrandeschi, elaborato insieme ai portavoce e agli attivisti del Movimento 5 Stelle Grosseto, delle liste civiche Passione per Grosseto e Maremma Migliore. Il programma è stato inviato a tutti i consiglieri comunali e sindaci della provincia. «La Riforma Del Rio – scrivono i candidati – ha trasformato le Province in enti di secondo livello, sottraendo ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Nel contempo si sono ridotte drasticamente le funzioni di questi enti e di conseguenza le risorse trasferite dallo Stato sul territorio».

Le Civiche di Maremma intendono ristabilire un rapporto stretto tra cittadinanza ed ente provinciale, utilizzando metodi e modelli di partecipazione e un coinvolgimento diretto per lo svolgimento del nuovo mandato. «La provincia di Grosseto – prosegue la nota – è molto vasta e ha una bassissima densità di popolazione. Per questa ragione sta registrando negli ultimi anni un progressivo e preoccupante spopolamento, che le istituzioni hanno il dovere di contrastare. Servono politiche integrate che possano favorire, all’opposto, l’attrazione verso un territorio unico, di grande bellezza, biodiversità e valore ambientale, connotato e universalmente noto La Provincia deve tornare ad avere un ruolo guida, anche nel mediare le politiche di accentramento della Regione Toscana, basate sul concetto di “area vasta”, che hanno mortificato, anzi demolito, il rapporto tra cittadini e servizi». Le Civiche ritengono necessario «contrastare l’accentramento regionale sia in ambito sanitario che dei trasporti e dei rifiuti, restituendo a questa terra il diritto di affermarsi, attingendo al massimo alle poche risorse in essere e cercando di attrarne ulteriori, con l’auspicio di riappropriarsi di competenze fondamentali per il suo sviluppo».

Il riferimento è a turismo, agricoltura, cultura, formazione professionale. La Provincia, secondo le civiche, dovrà essere un organismo di coordinamento e raccordo tra le piccole realtà comunali e la Regione. «Noi – concludono Rinaldo Carlicchi, Filippo Lombardelli, Francesca Pepi, Lorella Tronchi e Giovanni Barbagli – ci impegneremo affinché le ridotte ma importanti competenze residue, vengano svolte in modo ottimale, perseguendo obiettivi concreti per ciascun territorio». — G. B.

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