Il Tirreno

Grosseto

Briciola, la cinghialina che gioca con i bimbi: un intero quartiere ora sogna di “adottarla” - Video

di Gabriele Baldanzi
I bambini del quartiere fanno le coccole a Briciola
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I bambini del quartiere fanno le coccole a Briciola

È spuntata dal bosco fra le case di Roccatederighi e ora è “una di famiglia”: «È la nostra mascotte, vorremmo salvarla dall’abbattimento» 

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GROSSETO. Si chiama Briciola e pesa 43 chili. Ha il pelo irto e scuro e le stanno spuntando due zannette bianche ai lati della bocca. Di giorno frequenta il quartiere delle Cortine, a Roccatederighi. La governano gli adulti e lei gioca con i bambini. Si lascia grattare e carezzare. Ha imparato perfino a mangiare nel palmo della mano. Lo fa, per esempio, con Franco, il consigliere comunale che ha preso ad accudirla e le ha scattato le prime foto.

È la storia di un cinghialino femmina di pochi mesi, che ha scelto di dormire in un boschetto vicino al Pisciolino e di giorno frequenta il paese di Roccatederighi. Con lei gli abitanti hanno creato un rapporto speciale, al punto che ora si vorrebbe trovare il modo per adottarla. O comunque salvarla da un probabile abbattimento. «È iniziato tutto qualche settimana fa – racconta Simona – la cinghialina si affacciava sulla strada e si avvicinava sempre di più alle case. Non aveva paura e quando qualcuno le lasciava il cibo mostrava di apprezzare. Un po’ alla volta ci siamo tutti affezionati qui al Villaggio e ora capita di vedere Briciola correre accanto a un bambino, strofinarsi alle gambe di un adulto. Scene buffe, mai viste». «Quando esco – le fa eco Franco – mi segue e si fa accarezzare. Un po’ come un cane, con le dovute proporzioni».

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È un rapporto cresciuto nel tempo: da una prima comprensibile diffidenza all’attuale smisurata fiducia. «A dire il vero – prosegue Franco Iannuzzi – siamo anche un po’ preoccupati. Qui ci sono i giardini, pratini all’inglese… insomma temiamo che Briciola, a un certo punto, possa fare anche qualche danno. Stiamo pensando a come evitare situazioni spiacevoli. Anche perché tutti ci siamo legati a lei e sarebbe opportuno salvarla. Mi viene dietro quando esco dal cancello, è disponibile a farsi accarezzare, per certi versi, ripeto, si comporta come un cane».

Ma qual è la procedura per “salvare” Briciola, per adottarla come mascotte del quartiere o del paese? Innanzitutto va detto che non è possibile prelevare un cinghiale per addomesticarlo. E, a dire il vero, non sarebbe permesso neppure dargli da mangiare (anche se succede spessissimo). Questi selvatici sono beni indisponibili dello Stato e per tenerli serve una deroga. Chi trova fauna selvatica in difficoltà deve avvisare subito il Comune, la polizia provinciale, o i carabinieri forestali.

Ma per Briciola è diverso. Lei in fondo dorme nel bosco, la notte sparisce per ripresentarsi a giorno alto. E non sembra affatto in difficoltà. Gli esemplari catturati vengono portati di solito nei centri di recupero, ma qualcuno nel recente passato è riuscito a ottenerne l’affidamento domestico. Accade quando si ritiene inopportuno, difficoltoso, il suo reinserimento in natura. Oggi Briciola pesa una quarantina di chili ma è destinata a crescere ancora, scorrazzando alle Cortine, in mezzo alle case, ai bambini, ai prati. Non ha paura neanche dei cani. Insomma una bel triangolo di “amicizia”, tra un temibile ungulato, gli umani che sono soliti sparargli e i segugi che spesso lo braccano.

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