Muore a 59 anni medico del 118 ucciso da una terribile malattia
Giorgio Tempesti aveva lavorato per vent’anni a Grosseto: uomo d’azione, lo ricordano i colleghi durante i tantissimi servizi di emergenza effettuati
GROSSETO. La voce bassa, rauca. L’accento romano. Un’innata capacità di comunicazione. Competenza e sangue freddo. Giorgio Tempesti era uno dei medici più conosciuti del 118 di Grosseto. È deceduto all’ospedale Gemelli, a Roma, ma è in Maremma che ha operato negli ultimi vent’anni.
Lascia la compagna e tre figli di 33, 30 e 26 anni, a cui si stringono decine di amici e colleghi del 118.
Una malattia inesorabile gli aveva impedito, negli ultimi mesi, di continuare a lavorare, ma era rimasto sempre in contatto con l’ambiente dell’ospedale Misericordia. Aveva solo 59 anni. «Pur nella difficoltà e spesso nella sofferenza – lo ricordano i colleghi dell’unità emergenza/urgenza – aveva continuato a esercitare la professione, verso la quale si sentiva vocato». Era un uomo d’azione, Giorgio, un operativo, che aveva coperto diverse sedi della provincia: Roccastrada, Paganico, Orbetello, Manciano, Isola del Giglio e Pitigliano. Tempesti svolgeva funzioni di medico sia nella cosiddetta “Emergenza sanitaria territoriale”, sia di Pronto soccorso.
Specializzato in oculistica, si era poi formato come esperto nella rianimazione, sedazione di emergenza, utilizzo di base di apparecchiature elettroniche per la diagnostica in situazioni critiche, intubazione, massaggio cardiaco, rianimazione cardiopolmonare e piccole operazioni chirurgiche da eseguire al momento delle urgenze. Un polivalente.
Più volte nella sua carriera aveva dato prova di competenza e carattere. Era stimato, benvoluto.
Preparazione e intuito gli avevano permesso di guadagnarsi la stima di tante persone. Ad alcune di queste aveva salvato la vita. «Era festoso, empatico, con una tendenza naturale a mantenere la calma anche nelle situazioni più impegnative». Così lo ricorda colui che a lungo lo ha comandato, il dottor Robusto Biagioni. Proprio Biagioni rammenta un episodio che rende l’idea delle qualità di Tempesti: «Le sue caratteristiche le manifestava indistintamente con tutti: medici, infermieri, soccorritori e soprattutto pazienti. Ricordo un episodio simbolo, un incidente sull’Aurelia. Giorgio, dopo aver constatato il decesso di un passeggero e stabilizzato una signora, assistette un bambino traumatizzato, figlio della donna, fino alla partenza dell’elicottero. Il fatto di per sé può sembrare banale, ma la cosa speciale fu il modo in cui lo fece, immedesimandosi nel pensiero e nelle preoccupazioni di un bambino in grave difficoltà».
Il funerale si svolgerà questa mattina, 4 febbraio alle 11, a Roma, partendo dal policlinico Gemelli.
Ci sarà anche una delegazione grossetana dell’Azienda Toscana Sud-Est. —
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