Il Trap: «Mi insegnò a nuotare e a gettare le reti in mare»
L’ex ct della Nazionale in lutto Erano amici da mezzo secolo «Non litigavamo, ma spesso mi chiedeva perché mettessi certi giocatori in campo...»
TALAMONE. Fra i tanti amici che Gianfranco Natali aveva ce n’era uno davvero speciale: l’ex commissario tecnico delle nazionale italiana ed ex calciatore del Milan Giovanni Trapattoni. Il Trap e Francone erano legati da circa 50 anni. Mezzo secolo di amicizia vera che univa due persone che appartenevano a due mondi lontani che però a Talamone diventavano tutt’uno. Due persone schiette e sincere, che hanno condiviso tante emozioni.
Mister Trapattoni, quando ha conosciuto Natali?
«Prima di tutto mi lasci dire che la notizia della sua morte mi rattrista molto. Per me era davvero un carissimo amico. Una persona per bene e unica. Un uomo sempre pronto ad aiutare gli altri. La nostra amicizia durava da quasi mezzo secolo. Ci siamo conosciuti quando io giocavo nel Milan e venivo a Talamone in vacanza, prima che comprassi casa. Quando arrivai in paese lo conobbi subito. Lui mi portava in barca, poi la nostra amicizia si è consolidata nel tempo. Quando ho avuto la possibilità e mi sono comprato casa in paese, allora la frequentazione è aumentata e lui era sempre fra i primi ad accogliermi quando arrivavo a Talamone...».
Che ricordi ha con Gianfranco?
«Tantissimi. Con Francone ho fatto moltissime uscite in barca. Fra le altre cose quando ero giovane e iniziavo a venire a Talamone non sapevo nuotare molto bene. Lui mi stava sempre accanto quando ero in acqua. Non mi lasciava mai. Cercava di darmi sicurezza. A nuotare bene ho imparato più tardi».
Che cosa facevate nelle vostre uscite in barca?
«Lui mi ha insegnato ad amare Talamone. Mi ha fatto scoprire un mare e un territorio bellissimi. Si è sempre impegnato al massimo per farmi godere di Talamone. Mi ha insegnato a gettare le reti, a pescare. Di lui posso avere solo un grandissimo ricordo».
Avete mai discusso a causa del calcio?
«Discusso veramente no. Avevamo scambi di opinione, questo sì. Quando facevo l’allenatore mi chiedeva perché mettessi in campo un giocatore piuttosto che un altro che a suo dire era migliore. Io gli davo le mie motivazioni e lui era consapevole della mia professionalità e accettava le mie spiegazioni».
Fra i tanti ricordi che la legano a Gianfranco Natali, ce n’è uno in particolare?
«Noi andavamo spesso a pescare insieme. Gettavamo le reti e aspettavamo. Roba di tantissimi anni fa... A volte Francone vedeva arrivare la Guardia Costiera e allora in fretta mi diceva di salpare l’ancora. Non avevo tutte le autorizzazioni per la pesca e mi faceva andare via con la barca per non farmi prendere una multa! Abbiamo vissuto tante avventure insieme. Ci siamo divertiti. È stato un amico vero». — I.A.
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