Restò sotto la frana Il geologo: «Pericolo creato dalla natura»
santa fiora. «Il pericolo in quell’occasione è stato creato dall’uomo e non dalla natura, come spesso accade», dice Andrea Irsara dal banco dei testimoni nel processo per rovina di edifici o altre costruzioni, legato al crollo della villetta che nella notte del 12 febbraio 2014 squarciò il silenzio di Bagnore, a Santa Fiora, e intrappolò sotto le sue macerie Maicol Biccellari, oggi 30enne, sopravvissuto indenne alla vicenda.
Irsara, difeso dall’avvocato Roberto Tiberi era infatti il geologo incaricato della valutazione di stabilità dell’area per la costruzione della villetta ai fini del rilascio del titolo edilizio, richiesto dal proprietario: un ruolo che lo ha portato ad essere imputato nel procedimento insieme al progettista e direttore dei lavori autorizzati nel marzo 2006, Gianni Bartalucci (difeso da Carlo Valle), e al progettista e direttore dei lavori architettonici autorizzati con lo stesso permesso per costruire, Guido Mililotti, difeso da Alessio Bianchini.
«Lo sbancamento è stata la causa del dissesto», ha detto Irsara in aula, riferendosi agli scavi fatti nella scarpata al ridosso della quale è stata costruita la villa.
«È stato uno scavo insensato», ha proseguito il geologo, spiegando che «lo sbancamento non era previsto nella relazione di fattibilità che mi era stata presentata nel 2003».
Da quell’anno, però, Irsara ha spiegato di non aver avuto più nulla a che fare con i lavori, sapendo però che sono stati fatti cambiamenti al progetto in corso d’opera.
Gli scavi lungo la scarpata infatti risalgono al 2012, come ha spiegato nell’udienza passata l’avvocato Simona Daviddi parte civile, mostrando un documento del Comune.
E per il Comune, in quell’occasione, ha parlato l’allora responsabile dell’ufficio tecnico, Maurizio Onofri: «Verificai, era tutto in regola. Nel progetto c’erano opere di sbancamento, non ricordo se siano stati tagliati alberi».
Versioni che verranno confermate o meno sulla base dei documenti legati alla realizzazione della struttura che saranno depositati nel corso della prossima udienza, all’inizio di febbraio, durante la quale il giudice Andrea Stramenga leggerà la sentenza su questa vicenda. —
Alfredo Faetti
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