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Vandali spaccano simbolo a difesa delle donne

Francesca Ferri
Vandali spaccano simbolo a difesa delle donne

Distrutta la panchina rossa  di piazza Tripoli, emblema contro la violenza di genere La presidente del Soroptimist «Pronta a ripristinarla»

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grosseto. Non dava solo un tocco di colore a piazza Tripoli. La panchina rossa alla fermata dell’autobus, messa lì nel 2016, aveva un significato speciale. Era un simbolo dell’impegno contro la violenza sulle donne, con il suo colore rosso – come quello delle scarpe viste in tante installazioni sul tema – e con la sua targa che ne ricorda il significato. Un simbolo calato nella quotidianità, alla fermata dell’autobus, per rammentare ogni giorno un messaggio importante.

Per questo è ancora più insopportabile il gesto di alcuni vandali che qualche giorno fa hanno spaccato il sedile. Non una ma tutte e cinque le stecche della seduta – segno che fa pensare a un gesto non accidentale – sono state sfondate.

E si fa fatica a credere che i vandali ignorassero che quella è una panchina speciale. Sullo schienale la targhetta in ottone è ancora lì, ben visibile: «25 novembre 2016 - No alla violenza sulle donne. Soroptimist club Grosseto e Amici di piazza Tripoli». «L’ho vista qualche giorno fa, 4 o cinque giorni fa», racconta Patrizia Nalesso che nel 2016 era presidente del Soroptimist e che, con Lucia Bianchi e altre componenti l’associazione volle la simbolica panchina. «Mi sono dispiaciuta moltissimo – prosegue – chi lo ha fatto sono persone davvero scorrette. Devo però dire che mi immaginavo che prima o poi sarebbe successo e, anzi, mi stupisco che non sia successo prima. Purtroppo se non c’è attenzione, queste cose capitano». La panchina è stata installata a spese del Soroptimist a Natale 2016, costata circa 300 euro e inaugurata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna insieme al presidente degli Amici di Piazza Tripoli Giuseppe Chigiotti e all’allora presidente del Soroptimist Club Patrizia Nalesso.

«Siamo molto dispiaciute – spiega l’attuale presidente del Soroptimist Club Clara Mecacci –. L’atto vandalico è ancora più grave, visto il significato della panchina. Ancora non ne abbiamo parlato, ma lo faremo. Io, dal canto mio, sono sicuramente favorevole a ripristinarla». —

Francesca Ferri

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