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Paura durante un passeggiata: «Il “lupo” ringhiava, poi mi ha addentato entrambe le mani»
Grosseto, il racconto di Antonio Berto, 65 anni, il veronese ferito nel bosco da un canide. «Ma amo questa terra e ci tornerò»
GROSSETO. Aggredito da un “lupo”: grande paura, ferite profonde a entrambe le mani, obbligo di vaccino antitetanico e antirabbico. Questo il bilancio di una mattinata che avrebbe dovuto essere di svago e relax per un 65enne, Antonio Berto, che da Casimano in provincia di Verona, dove risiede, era venuto a trascorrere un weekend nel Grossetano, fra Sticciano e Roccastrada. Un luogo che ama e in cui torna tutte le stagioni. «Vengo per funghi – dice – e per andare qualche giorno al mare e appena posso arrivo qui a trascorrere giorni meravigliosi in questa terra che amo e dove ho tanti amici. E anche per questo fine settimana ero in Toscana a godermi l’aria e l’ambiente e ad acquistare un po’ di olio di oliva. Devo passeggiare, fra l’altro, perché sono stato operato alla schiena e ho bisogno di muovermi».
La mattina, dunque, era iniziata bene: verso le 11 di sabato Antonio decide di fare una passeggiata, prende l’automobile e la lascia in un punto favorevole per fare un’escursione in campagna. «Mi inoltro in un sentiero tenendo in mano il mio bastone da passeggio – spiega – e faccio un bel tratto. Quando decido di tornare indietro, scelgo di prendere una scorciatoia inoltrandomi in un boschetto che non era per nulla fitto. Appena entrato, mi si presenta davanti una scena: un predatore sta divorandosi una carcassa dove c’è qualcosa che biancheggia».
Antonio suppone sia lana di pecora. Resta impietrito. «Sono a circa 5 metri – dice –. Mi fermo, resto completamente immobile e subito un altro predatore esce dal bosco e comincia a ringhiarmi. Non mi ero mosso, ripeto, ma lui mi viene contro con la bocca aperta».
Sono attimi di paura. «Allora indietreggio e tendo le mani per fermarlo – dice Antonio – e cerco di assestargli qualche colpo per proteggermi dai morsi, perché quello mi ha già addentato le mani, prima la mano destra e poi la sinistra, facendomi saltare di mano il bastone. A quel punto mi sono girato e sono fuggito. Non so cosa abbia fatto lui. Non ho avuto né tempo né modo di voltarmi indietro per osservare il suo comportamento».
Antonio a questo punto, affannato, torna alla sua auto e si asciuga con un panno e una volta giunto a casa si lava con l’acqua corrente. I buchi dei morsi sono dolenti, soprattutto il pollice destro, ma ha comunque la forza di pranzare con gli amici. Ma poi, verso le 15 del pomeriggio decide che è opportuno andare al pronto soccorso di Grosseto.
«Qui – dice – sono stato preso in carico dai medici che hanno iniziato a somministrarmi antitetanica e antirabbica e hanno fasciato entrambe le mani ferite. Poi nella tarda serata di sabato sono stato dimesso. Paura? Non ho avuto il tempo di avere paura. Ma sono piuttosto frastornato. Sono stato interrogato dalle forze dell’ordine, forestali e carabinieri e sono dovuto tornare con loro sul luogo dell’incidente». Un’aggressione da parte di un lupo, o di un incrocio tra cane e lupo (è ancora da stabilire), era giudicata cosa rara finora. «Mi hanno fatto vedere foto varie di lupi e ibridi – racconta Antonio –. Quelli che ho visto io erano bianchi e grigiastri, ma non so dire se siano stati lupi o ibridi o altri tipi di predatori».Nonostante la brutta avventura Antonio tornerà comunque ancora fra Roccastrada e Sticciano. «Torno anche il prossimo mese – dice – sono innamorato di questi posti. Tornerò qui».
Immediata la reazione del Comitato Pastori d’Italia guidato da Mirella Pastorelli che fin da sabato sera ha cercato notizie della salute di Antonio e aveva anche organizzato un sit-in davanti al Misericordia per protestare sul problema predazioni su cui da tempo i pastori tengono il mirino puntato. «Speriamo che adesso la politica capisca – commenta Pastorelli – Da sempre diciamo che ormai siamo infestati e i predatori sono pericolosi per l’uomo. Sono venuta personalmente a portare la mia solidarietà al signor Antonio e l’ho fatto a nome di tutti i pastori. Vogliamo che la politica si svegli».
Intanto arriva una prima reazione anche dal Parlamento. Maria Cristina Caretta, deputata di Fratelli d’Italia, chiede al ministro dell’Ambiente Costa di convocare urgentemente la prossima settimana la conferenza Stato Regioni e di approvare il Piano nazionale di gestione del lupo.
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