Il Tirreno

Grosseto

Direttore generale Asl Il centrodestra preme per Francesco Ghelardi ma Rossi punta su D’Urso

Gabriele Baldanzi
Direttore generale Asl Il centrodestra preme per Francesco Ghelardi ma Rossi punta su D’Urso

L’assessora Saccardi ha ascoltato le istanze dei primi cittadini Tre in corsa, resta in campo anche la candidatura di Simona Dei 

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GRANDI MANOVRE

Gabriele Baldanzi

Si è svolta a Siena l’attesa conferenza aziendale della sanità (rimandata il 16 gennaio scorso), in cui l’assessora Stefania Saccardi – per conto del governatore Enrico Rossi – ha incontrato i nove sindaci che rappresentano le circoscrizioni zonali del comprensorio sud est, vale a dire le province di Arezzo, Siena e Grosseto. All’ordine del giorno il profilo del nuovo direttore generale. Enrico Desideri, in carica come direttore generale dell’Asl sud est dal marzo del 2016, è infatti in scadenza di mandato e verrà avvicendato il 16 febbraio.

Per Grosseto erano presenti alla riunione Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo (zona nord – capoluogo – Amiata) e Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, con delega di Andrea Casamenti (zona sud).

Nel corso della riunione Saccardi ha ascoltato gli amministratori locali, dopo che nei giorni scorsi i tre sindaci di centrodestra delle città capoluogo (Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Luigi De Mossi e Alessandro Ghinelli) avevano incontrato Rossi, per riferire la loro preferenza, vale a dire l’attuale direttore amministrativo Francesco Ghelardi.

Il centrodestra da tempo porta avanti un pressing sotterraneo per condizionare la scelta di Rossi: «La nomina dei direttori generali, lo sappiamo, spetta al presidente della giunta regionale – ha detto qualche giorno fa il consigliere e deputato Stefano Mugnai – ma noi abbiamo sempre bocciato l’eccessiva ingerenza di una sola persona su una materia di interesse pubblico come la sanità. In questi casi crediamo che non dovrebbe esserci pregiudizio per il mancato allineamento politico di alcuni sindaci… Anche perché altrimenti Rossi non dovrebbe più interloquire con nessuno, dato che allineati con lui ne restano davvero pochi».

A Siena l’assessora ha ascoltato le varie istanze presentate dai territori in termini di appropriatezza e programmazione delle attività sociali e sanitarie, oltreché degli investimenti. Termine e Bellumori non hanno fatto nomi, idem gli altri amministratori. Ci sono ambiti e momenti in cui è necessaria discontinuità e la sensazione è che alla fine il governatore, come anticipato, deciderà di fare sintesi a modo suo, andando oltre le posizioni rappresentate, affidandosi a un manager non indigeno.

Il favoritissimo resta quindi Antonio D’Urso, oggi a capo dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, già dg a Lucca. A vantaggio di D’Urso ci sono le indubbie competenze nel governo di aziende grandi e complesse, con caratteristiche simili alla “Aslona” che copre Grosseto, Siena e Arezzo, ma soprattutto un’indubbia esperienza in processi di fusione, proprio quello che serve per concludere il percorso avviato e condotto da Desideri negli ultimi tre anni.

È vero che i nominativi sul tavolo della discussione al momento restano tre – oltre a D’Urso, Simona Dei e il già citato Francesco Ghelardi – ma già oggi Saccardi rappresenterà al presidente quanto emerso in conferenza dei sindaci. E Rossi, all’inizio della prossima settimana, tirerà le conclusioni per la presentazione del nominativo alla commissione regionale sanità per il parere previsto. Con l’ok della terza commissione, presieduta dal senese Stefano Scaramelli, si chiuderà la procedura e subito dopo si procederà a contrattualizzare il manager. Se questo iter non dovesse concludersi entro il 16 febbraio, due sono le strade: la nomina breve di un commissario, o una proroghina per Enrico Desideri. —



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