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Via le barche dal porto Lo scalo è svuotato e il dragaggio può partire
Il porto di Talamone è vuoto. Una dopo l’altra le imbarcazioni che erano ormeggiate nella parte di porto che sarà dragata sono andate vie. I pontili sono rimasti vuoti in modo da permettere, quando sarà terminata la procedura di affidamento del Comune, di iniziare lo scavo dell’approdo talamonese.
La scorsa settimana il Comune ha iniziato ad aprire le buste per valutare le offerte delle ditte che hanno partecipato alla gara pubblica per la realizzazione del lavoro. La procedura è in fase di conclusione. In teoria il lavoro è affidato ma mancano le procedure di rito per dirsi formalmente conclusa la gara. Se le verifiche sulla ditta affidataria dovessero andare lisce e non vi fossero problemi, il dragaggio potrebbe iniziare prestissimo. Per questo chi aveva un’imbarcazione ormeggiata a Talamone ha già provveduto a portarla altrove. I lavori di dragaggio dovrebbero durare circa 3 mesi. Il progetto di scavo è stato approvato a marzo e prevede il conferimento dei fanghi nel porto di Piombino. Spesa complessiva 1 milione e 100mila euro divisi fra Regione Toscana (600mila), Comune di Orbetello (150mila) e Consorzio dei concessionari, Il Molo (350mila). Soggetto attuatore è il Comune di Orbetello. Nel frattempo quest’ultimo ha affidato all’impresa Snb Service di Padova il servizio di valutazione del rischio bellico per circa 12mila euro. Il dragaggio doveva essere iniziato a maggio-giugno 2018. Un periodo troppo a ridosso dell’estate che avrebbe impedito agli operatori portuali di svolgere regolarmente la loro stagione. Ora sembra questione di giorni. —
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