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Caravaggio naufragato «Un’occasione sprecata per rilanciare la zona»
monte argentario. «Sul Caravaggio un’occasione persa a 360 gradi». Il progetto legato al pittore sembra ormai un ricordo: voluto e portato avanti dalla giunta Cerulli, c’era l’intenzione anche da parte del suo successore Priscilla Schiano di realizzare un museo. Il delegato preposto, Antonio Sabatini, si stava adoperando per portare nell’ex asilo Ricasoli – ristrutturato per l’occasione –, nel centro storico e nei forti spagnoli, tutte le 81 copie delle opere in scala 1: 1 con spiegazioni multimediali e tecnologiche. Progetto tramontato con l’elezione a sindaco di Franco Borghini, che invece realizzerà nella struttura, una volta che sarà terminata, un centro culturale simile al don Pietro Fanciulli già presente a Porto Santo Stefano.
Per Sabatini quella del Caravaggio era «l’unica arma che abbiamo per togliere Porto Ercole dall’oblio invernale in cui vive. Adesso il paese è deserto – dice – ed è dimenticato da tutti. Quel progetto avrebbe portato un turismo d’inverno internazionale. Con la morte di Caravaggio Porto Ercole aveva quel qualcosa di internazionale da sfruttare. È l’unica cosa che ci lega al mondo, altrimenti non abbiamo nulla a parte il mare. Inoltre credo che il futuro dell’arte sia legato alla tecnologia: prima o poi si fonderanno in maniera ancora più netta». La cura scientifica sarebbe stata affidata al professor Claudio Strinati. «È un professore di fama internazionale – dice Sabatini – e avrebbe dato tanto al progetto. Era tutto pronto per essere realizzato: avevamo già l’ok per realizzare le copie dai proprietari dei diritti d’immagine dei quadri. Mancava solo l’ultimo passo che era quello di stanziare i fondi necessari». Tra gli obiettivi dell’ex delegato al progetto Caravaggio c’era anche quello di collegare il turismo culturale a quello ambientale. «Era l’unica chance per creare un turismo invernale alternativo – dice Sabatini –. Certo, il museo del Caravaggio sarebbe stato un posto all’avanguardia unico nel mondo, ma avremmo allacciato al turismo culturale quello legato al trekking e alla mountain bike. Avremmo valorizzato tutto con sentieri e cartellonistica, peccato». —
Andrea Capitani
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