Addio Ivo, tornò dalla guerra e fondò il suo storico bar
È morto Franci, titolare di un Caffè in piazza Duomo Ex prigioniero in Germania, ha gestito un noto locale che è prosperato per 40 anni
GROSSETO. Tornò dalla guerra e aprì subito un bar, che è stato per decenni una delle grandi anime del capoluogo, punto d’aggregazione e cuore pulsante del centro storico, in piazza Dante sotto i portici.
Un riferimento importante per gli sportivi di Grosseto che andavano da lui a far due chiacchiere e commentare le partite, di qualunque categoria o settore fossero, soprattutto calcio. Lui era solito attaccare i risultati alla porta del bar e volentieri intratteneva i clienti, amava parlare di sport e se ne intendeva. Tifava il Grosseto. È morto a 98 anni Ivo Franci, barista grossetano, storico titolare di un locale che fu punto di riferimento per gli sportivi del capoluogo, il Caffè italiano.
Avrebbe compiuto gli anni a fine mese. Lascia la moglie Morella e i figli Giovanni e Stefania, il primo carabiniere forestale e la seconda insegnante di inglese alla Elementari di Rispescia. Aveva 5 fratelli e una sorella, tutti baristi. Per gli incroci del destino, Ivo e un fratello avevano sposato due sorelle.
Classe 1921, Franci aveva fatto la guerra in Grecia, poi era stato deportato in Germania. Tornato dalla prigionia a Grosseto, la sua città, ancora giovanissimo aveva deciso di rilevare dal fratello Corrado il bar sotto i portici, infondendogli da subito un’impronta tutta sua, speciale. Una forte connotazione sportiva che attirò una larghissima fetta di clientela, la quale specie la domenica trovava in Franci e nell’altro fratello/socio Enzo un amico e un compagno d’avventura con cui trascorrere del tempo prezioso e condividere passioni, gioie e sofferenze sportive.
Ivo era un grande tifoso, seguiva la squadra di calcio del Grosseto. Il suo bar ha prosperato florido e ininterrotto da metà degli anni’40 alla fine degli anni ’80, quando lui ha lasciato la gestione per dedicarsi a tempo pieno alla famiglia, moglie, figli e nipoti. Il Caffè italiano è rimasto al suo posto dov’è tuttora, ma è stato ceduto e oggi ha calato le saracinesche. Il funerale si è celebrato giovedì; il corpo riposa a Sterpeto. —El. Gi.
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